MELBOURNE - Nuovo scossone nella politica conservatrice del Victoria. Colleen Harkin, figura di spicco del Partito liberale ed ex candidata federale nel collegio di Macnamara, ha annunciato l’addio ai liberali e il suo imminente ingresso in One Nation, il partito guidato da Pauline Hanson.
La decisione arriva dopo anni di crescente insoddisfazione nei confronti della direzione intrapresa dal Partito liberale. Harkin, attualmente direttrice dell’Istruzione presso l’Institute of Public Affairs (IPA), uno dei più influenti think tank conservatori del Paese, ha spiegato di non riconoscersi più nei valori e nelle priorità della formazione politica che ha sostenuto per oltre due decenni.
Recentemente intervistata da ABC Melbourne, Harkin ha motivato la sua scelta sostenendo che One Nation è oggi una delle poche forze politiche disposte ad affrontare temi controversi senza esitazioni.
“Penso che One Nation sia pronta ad avere le conversazioni difficili. Questa è la differenza fondamentale - ha dichiarato -. Per troppo tempo si sono evitati argomenti complessi. Sono questioni controverse, ma credo che, come Paese, dobbiamo affrontarle”.
La settimana scorsa Harkin aveva già attirato l’attenzione partecipando a una raccolta fondi organizzata da One Nation a South Melbourne il 12 giugno. Raccontando la sua esperienza, aveva descritto un ambiente caratterizzato da entusiasmo e partecipazione, distante dagli stereotipi spesso associati agli elettori del partito populista.
“Ciò che mi ha colpito di più è stata la varietà delle persone presenti - aveva spiegato -. Molti di coloro con cui ho parlato non erano mai stati particolarmente coinvolti in politica, ma erano preoccupati per la direzione che sta prendendo il Paese e per il clima che si respira nella società australiana”.
La rottura con i liberali è stata formalizzata domenica attraverso una lettera inviata ai membri del partito. Nel messaggio, Harkin ha accusato la leadership di aver abbandonato i principi che un tempo caratterizzavano la tradizione liberale australiana.
“Non sono cambiata io. È cambiato il partito - ha scritto -. Non posso continuare a sostenere un’organizzazione che ha perso di vista i propri principi, il proprio scopo e le proprie responsabilità verso i suoi membri”. Nella stessa lettera, l’ex dirigente ha descritto il partito come giunto a uno “stato insipido”, attribuendo il declino a lotte interne di fazione, opportunismo politico e mancanza di convinzione programmatica.
La sua uscita si inserisce in un contesto già particolarmente delicato per i liberali del Victoria. Harkin è infatti una delle protagoniste dell’azione legale avviata contro il partito in merito al prestito da 1,55 milioni di dollari concesso all’ex leader dell’opposizione statale John Pesutto, dopo la sua sconfitta nella causa per diffamazione intentata dalla collega liberale Moira Deeming.
Nel procedimento giudiziario, Harkin e gli altri ricorrenti sostengono che il finanziamento, erogato attraverso la società d’investimento del partito Vapold, rappresenti una violazione degli obblighi fiduciari nei confronti degli iscritti. Nella sua lettera di dimissioni ha ribadito che il gruppo ha più volte tentato di raggiungere un accordo per garantire la restituzione della somma, senza ottenere risposte soddisfacenti.
“Ci si chiede perché i convenuti continuino a spendere milioni di dollari dei fondi del partito per difendere l’indifendibile invece di trovare una soluzione trasparente e responsabile”, ha scritto.
La vicenda giudiziaria proseguirà anche dopo la sua uscita dal partito: Harkin ha confermato che continuerà a essere coinvolta nel procedimento e che è pronta a testimoniare in tribunale.
Le sue dimissioni hanno suscitato reazioni immediate all’interno della Coalizione. La vice leader dell’opposizione federale, Jane Hume, ex datrice di lavoro di Harkin, ha definito “deludente” la perdita di membri a favore di One Nation, pur riconoscendo che il rapporto tra l’ex dirigente e il partito si era ormai deteriorato da tempo.
Intervistata da Sky News, Hume ha osservato che l’azione legale intrapresa contro i liberali rappresentava un chiaro segnale della distanza ormai esistente tra Harkin e il partito: “Quando si arriva a fare causa al partito di cui si fa parte, probabilmente è arrivato il momento di andare a casa”, ha affermato.
Da parte sua, Harkin ha spiegato che la decisione definitiva è maturata quando si è resa conto di non voler più votare per i candidati liberali della propria circoscrizione: “Mi sono chiesta: cosa ci faccio ancora in un partito che non riesco più a sostenere? - ha dichiarato a 2GB -. Voglio qualcosa di meglio per il nostro Paese”.
Con le elezioni statali del Victoria previste tra pochi mesi, Harkin ha lasciato pochi dubbi sulle sue intenzioni future. Pur senza annunciare formalmente l’iscrizione, ha dichiarato che sosterrà One Nation durante la campagna elettorale, salvo eventi straordinari.
La sua defezione rappresenta l’ultimo segnale delle difficoltà che i liberali stanno affrontando nel mantenere compatta la propria base conservatrice. Negli ultimi giorni, diversi membri del partito nel New South Wales hanno abbandonato i liberali per aderire a One Nation, mentre il neoeletto presidente federale del partito, Tony Abbott, sarebbe intervenuto personalmente per convincere gli iscritti a non lasciare la formazione.