ROMA - Il Consiglio dei ministri ha dato il via libera preliminare allo schema di decreto legislativo sulla riorganizzazione e il riordino delle funzioni della Corte dei Conti. Il provvedimento è contestato però dai giudici contabili. “Con l’esame in prima lettura in Consiglio dei ministri del decreto legislativo sulla riorganizzazione della Corte dei conti, il Governo prosegue sulla strada della compressione dell’autonomia della Magistratura e dell’indebolimento delle garanzie poste a tutela dei cittadini”, afferma in una nota l’Associazione Magistrati della Corte dei conti (AMCC) in una nota.
L’associazione esprime “rammarico per il mancato accoglimento del nostro appello alla riflessione. La nostra azione non si ferma qui. Continueremo a far sentire la nostra voce e a spiegare ai cittadini le conseguenze di scelte che riteniamo non condivisibili e che rischiano di incidere direttamente sulla tutela degli interessi della collettività e sul corretto funzionamento delle istituzioni”.
Accuse che vengono però respinte da Palazzo Chigi. Il provvedimento, secondo fonti della Presidenza del Consiglio, “è stato redatto all’esito delle numerose riunioni del tavolo tecnico attivato dal governo, cui ha partecipato un’autorevole delegazione della Corte dei conti, designata dal Presidente della Corte e guidata dal Procuratore generale. Tale delegazione ha dato un significativo apporto tecnico per la costruzione dello schema di decreto, che raccoglie in un unico testo l’attuazione della delega recata dalla legge n. 1/2026”. Il governo, sottolineano le stesse fonti, “ritiene che questo modo di procedere sia stato doverosamente rispettoso sul piano istituzionale della Corte dei conti e abbia consentito alla Magistratura contabile di rappresentare - nel quadro dei principi e dei criteri direttivi fissati dalla stessa legge - il proprio punto di vista, che è rispecchiato dalla larga maggioranza delle norme che compongono il decreto legislativo”. “Dopo l’approvazione preliminare da parte del Consiglio dei ministri - concludono le fonti - il testo sarà inviato alla Conferenza unificata, alla Conferenza Stato-Regioni e successivamente alle Commissioni parlamentari. Il governo è impegnato ad assicurare a tutti gli organismi coinvolti tempi congrui per il rispettivo esame. All’esito di tutte le procedure previste, il Consiglio dei Ministri esaminerà con la massima attenzione l’intesa e i pareri ricevuti e valuterà come accogliere i suggerimenti volti a migliorare il testo normativo entro i margini consentiti dalla delega”.
Linea, quella del confronto, confermata anche dal vice ministro alla Giustizia Francesco Paolo Sisto. “Non c’è nessuna difficoltà - assicura - in una forma collaborativa. Saranno il ministro Nordio e il sottosegretario Mantovano a stabilire come, se e quando incontrare i magistrati della Corte dei Conti. Quello che posso dire è che mai ci sono state porte chiuse alla possibilità di una forma collaborativa. È chiaro che le leggi devono andare avanti, chiunque ha il diritto di non essere d’accordo, ma questo non significa non ascoltare e provare a fare tesoro di eventuali indicazioni preziose”.