GINEVRA (Svizzera) - Le elezioni per il prossimo quadriennio Fifa si terranno tra sette mesi, ma la campagna elettorale sembra essere già entrata nel vivo. Un’alternativa a Gianni Infantino a oggi ancora non c’è, ma la pressione sull’attuale numero 1 del calcio mondiale, in carica dal 2016, continua e si estende oltre i confini europei. Dopo la Uefa, anche i membri della Concacaf potrebbero passare all’azione. Secondo il Guardian, diverse federazioni affiliate alla Confederazione che rappresenta Nord America, America centrale e Caraibi starebbero valutando la possibilità di ritirare formalmente il proprio sostegno a Infantino. Prima dei Mondiali tutti i 41 membri avevano presentato lettere di sostegno alla candidatura dell’attuale presidente in vista delle elezioni di Rabat nel 2027, ma molti starebbero ora valutando seriamente la possibilità di ritirarle dopo il caso legato al Fifa Forward Enterprise, il progetto (abortito dopo pochi giorni di polemiche) che mirava a creare una società aperta a investitori esterni per la gestione dei diritti commerciali delle competizioni Fifa, Mondiali inclusi. Le polemiche hanno coinvolto le confederazioni e anche alcuni vertici della federazione internazionale.

Notizia di oggi è una mail interna che sarebbe stata inviata dal numero 2 della Federcalcio mondiale, il segretario generale Mattias Grafstrom. Nella circolare, riportata da Sky News, non c’è alcun riferimento diretto a Infantino, ma Grafstrom avrebbe preso le distanze da quelli che definisce “una serie di eventi tristi e riprovevoli, difficili da comprendere e accettare”, aggiungendo però un invito all’unità. “Desidero riconoscere e sottolineare l’eccezionale lavoro svolto da ciascuno di voi, che avete lavorato instancabilmente, sia in loco che da remoto, per garantire il successo dei Mondiali del 2026. È stato un successo strepitoso, un evento apprezzato da miliardi di persone in tutto il mondo, unite da una passione comune per il calcio”, è stata la sua premessa. Persino Arsene Wenger, ex tecnico dell’Arsenal, oggi responsabile Fifa dello sviluppo globale del calcio, ha precisato di non essere “stato coinvolto” nel piano Ffe e che “la decisione di ritirare il progetto è stata assolutamente necessaria e incontestabile, perché credo fermamente in una Fifa indipendente che serva il nostro sport con impegno, trasparenza e integrità”.

Intanto, mentre la Fifa smentisce che Infantino abbia telefonato a Donald Trump negli ultimi giorni, definendo “pura finzione” le ricostruzioni dei media, una fonte della Casa Bianca ha assicurato al Telegraph che la stima del capo di Stato statunitense per il presidente della Federcalcio mondiale rimane immutata. “Gianni ci ha aiutato tantissimo a organizzare il miglior Mondiale di sempre. Piace molto al presidente Trump e sono sicuro che farà tutto il possibile per aiutarlo. Non credo che il presidente cambierà idea su di lui perché è una persona leale. Infantino ha consegnato il Mondiale agli Stati Uniti e lo apprezziamo”, le parole riportate dal The Telegraph. L’amicizia con Trump fa da contraltare alla sfiducia della Uefa. Secondo TalkSport il presidente della Confederazione europea, Aleksander Ceferin, e Nasser Al Khelaïfi, presidente dell’European Football Clubs, nonché n.1 del Psg, si incontreranno a Salisburgo per discutere di un possibile boicottaggio della Coppa del Mondo per club del 2029. Un possibile gesto eclatante per isolare ulteriormente Infantino nel momento più delicato della sua presidenza.