Le celebrazioni annuali, che di solito prendono il via in mattinata con la Santa Messa cantata in onore della Madonna Virgo Fidelis, quest’anno si sono svolte presso la chiesa di San Paolo, a Coburg. L’evento ha registrato l’assenza di molti partecipanti che normalmente vi prendono parte con caloroso entusiasmo. Le pessime condizioni meteo della scorsa domenica, 16 novembre, hanno infatti impedito a numerosi membri dell’Associazione, così come a invitati appartenenti ad altre associazioni dell’Arma e combattentistiche – molti dei quali molto avanti con gli anni e spesso di salute cagionevole – di partecipare come negli anni passati alla festa della Virgo Fidelis, protettrice dell’Arma dei Carabinieri.
All’ingresso della chiesa, tanto cara alla comunità italiana della vasta zona urbana a nord della City, a dare il benvenuto a soci e ospiti è stato il presidente della Sezione di Melbourne dell’Associazione Carabinieri del Victoria, Frank Pavan, accompagnato dalla consorte Kathleen. La Santa Messa è stata celebrata dal parroco padre James Puppady e cantata dal Coro della Chiesa, diretto da Rosa Oppedisano. La celebrazione della Virgo Fidelis risale al 1949, quando il Pontefice Pio XII proclamò ufficialmente Maria ‘Virgo Fidelis’ Patrona dei Carabinieri, fissandone la ricorrenza al 21 novembre. In questa data coincidono anche altre due celebrazioni: la festa liturgica della ‘Presentazione di Maria Vergine al Tempio’ e l’anniversario della ‘Battaglia di Culqualber’. Quest’ultima, come ricordano molti dell’Arma, ricorda la battaglia combattuta dal 6 agosto al 21 novembre presso il Passo di Culqualber, in Etiopia, dove le Forze Italiane si scontrarono con quelle del Commonwealth britannico. Si trattò di uno scontro decisivo della Campagna dell’Africa Orientale, durante il quale le Forze Britanniche, alleate ai locali etiopici, sconfissero le truppe italiane guidate dal Colonnello Augusto Ugolini, segnando la fine di quella che era stata una campagna di guerra convenzionale.
Al termine della Santa Messa, il presidente Pavan ha salutato e ringraziato, oltre ai parrocchiani, tutti i soci dell’Associazione e i rappresentanti delle altre associazioni intervenute. “La vostra partecipazione quest’oggi a questa Messa è stata molto significativa e tanto apprezzata. Da qui ci sposteremo al Veneto Club di Bulleen, dove alle 12.30 si terrà la riunione generale dei soci, all’inizio della quale sarà possibile rinnovare il tesseramento per il prossimo anno. Successivamente ci trasferiremo presso il salone detto The Boardroom per il pranzo. Vorrei ringraziare i colleghi che collaborano a tutte le nostre attività sociali nel corso dell’anno e ringraziare anche Il Globo per il supporto che dà a tutte le associazioni e ai club della nostra comunità”.
Una lunga tradizione e una grande responsabilità, quella della Sezione di Melbourne, fondata nel 1972 alla guida dell’Associazione Nazionale Carabinieri, che ha visto susseguirsi: il capitano Francesco Trafficante (1972-73), il maresciallo Felice Prattico (1973-84), il carabiniere Frank Di Guardi (1984), il maresciallo Felice Prattico (1984-2005), il carabiniere Antonio Mautone (2005-2019) e Frank Pavan (dal 2019 ad oggi). Il Carabiniere Renato Masucci, ex associato della Sezione di Melbourne, ha ricordato come il nome dei Carabinieri derivi dall’arma Carabina, ancora oggi utilizzata nelle parate.
L’Arma dei Carabinieri fu fondata il 13 luglio 1814 dal Re Vittorio Emanuele I, sovrano del Regno di Sardegna, con la promulgazione delle ‘Regie Patenti’ che istituivano il Corpo Reale dei Carabinieri. Sin dal 1833, i colori rosso e blu sono presenti nell’uniforme: il blu rappresenta la nobiltà dell’istituzione, il valore militare, la fedeltà e la giustizia, mentre il rosso simboleggia l’audacia, il coraggio e il sacrificio. La forza organica presente su tutto il territorio nazionale conta circa 110mila militari, impegnati in operazioni di polizia militare in Italia e all’estero, nonché in missioni internazionali contro la criminalità organizzata. “Per esercitare questa professione rischiano ogni giorno la propria vita per un pizzico di giustizia: vi diciamo grazie per tutto quello che fate per gli altri”, ha concluso Renato Masucci.