CANBERRA - Il governo federale prepara una revisione dei servizi per l’impiego, ma gli attivisti avvertono che per molti disoccupati cambierà poco.
Il ministro per l’Impiego e per le Relazioni sul posto di lavoro, Amanda Rishworth, ha illustrato al National Press Club un nuovo modello per Workforce Australia, con l’obiettivo dichiarato di rendere il sistema più equo e meno rigido.
Oltre un milione di australiani, molti dei quali ricevono il sussidio di disoccupazione JobSeeker, deve oggi rapportarsi con operatori privati dei servizi per l’impiego, all’interno di uno schema dal costo di 2 miliardi di dollari l’anno pensato per aiutare più persone a trovare un lavoro. Il sistema è però da tempo accusato di sospendere in modo ingiusto i versamenti di sostegno.
La riforma prevede tre livelli di assistenza. Il primo sarà un servizio digitale leggero per chi è già pronto a lavorare. Il secondo affiderà ai fornitori privati il compito di aiutare i partecipanti a rafforzare competenze e fiducia per rientrare nel mercato. Il terzo sarà riservato a chi affronta barriere più complesse e ha bisogno di un sostegno intensivo.
Secondo Rishworth, l’attuale modello unico lascia troppe persone indietro e produce inefficienze. Il ministro ha anche annunciato cambiamenti agli obblighi reciproci, cioè le condizioni che impongono ai disoccupati di accettare lavori offerti, presentarsi ai colloqui e partecipare a corsi o attività formative.
Il governo parla di obblighi più equi, proporzionati e legati alla distanza reale di ciascuna persona dal mercato del lavoro. Ma per i critici il punto resta intatto: la logica della sanzione non viene rimossa.
Jay Coonan, dell’Antipoverty Centre, ha definito la riforma una replica da “Groundhog Day” (nulla cambia). A suo giudizio, non si può punire la gente fino a farla lavorare in un’economia costruita per mantenere almeno il 4 per cento della popolazione senza occupazione. Se gli obblighi restano, ha detto, resta anche la punizione.
I Verdi usano toni simili. La senatrice Penny Allman-Payne sostiene che le modifiche non siano una svolta, ma un errore, perché il Partito laburista continuerebbe a sostenere un sistema nato nell’era Howard e fondato sulla coercizione dei beneficiari del welfare.
Il sistema degli obblighi reciproci è già stato soggetto di critiche in due rapporti del Ombudsman federale, secondo cui molte sospensioni dei versamenti potrebbero essere state illegittime. La Community and Public Sector Union ha accolto alcuni cambiamenti, ma chiede di superare davvero la privatizzazione. Per la segretaria Melissa Donnelly, i disoccupati sono stanchi di essere giudicati da operatori privati che ricevono fondi pubblici senza offrire un servizio adeguato.