ROMA – La riforma della legge elettorale tornerà all’esame dell’Aula della Camera da lunedì 28 settembre, in terza lettura, dopo le modifiche che saranno eventualmente apportate dal Senato.

La decisione è stata presa dalla conferenza dei capigruppo di Montecitorio, mentre nella maggioranza prosegue il confronto sui punti ancora da definire.

Al termine della riunione degli sherpa, durata poco più di due ore, è stata confermata la soglia del 42% per l’assegnazione del premio di maggioranza. “42% era e 42% resta”, ha dichiarato il senatore di Forza Italia Roberto Rosso, uno dei rappresentanti della maggioranza impegnati nella trattativa, escludendo quindi l’ipotesi di un abbassamento al 41%. 

Resta invece aperto il confronto sulla cosiddetta norma anti-cespugli, che prevede l’esclusione dal computo dei voti, ai fini dell’attribuzione del premio di maggioranza, delle liste che non superano la soglia prevista. “Stiamo vedendo”, ha risposto Rosso a chi gli chiedeva se fosse stata raggiunta un’intesa sulla modifica della norma.

Nel nuovo quadro sembra invece tramontare definitivamente l’ipotesi del ballottaggio.

Tra le questioni ancora oggetto di valutazione c’è anche la possibilità di estendere ai caregiver il diritto al voto fuorisede, mentre non dovrebbe trovare spazio la proposta di Fratelli d’Italia che puntava a ridurre i tempi entro i quali un sindaco deve dimettersi qualora intenda candidarsi alle elezioni politiche. 

La modifica sulle preferenze dovrà inoltre essere nuovamente votata alla Camera nell’iter di approvazione della riforma. Il testo resta quindi ancora al centro del confronto politico, con alcuni nodi da sciogliere prima del passaggio parlamentare previsto a fine settembre.