ROMA – Sono stati 68 i crolli registrati nelle scuole italiane tra settembre 2025 e agosto 2026. È uno dei numeri contenuti nel XXIV Rapporto dell’Osservatorio civico sulla sicurezza a scuola di Cittadinanzattiva, presentato alla Camera dei Deputati, che restituisce un quadro ancora segnato da problemi strutturali, difficoltà di accessibilità e nuovi rischi legati al cambiamento climatico e alla vulnerabilità del territorio.

I cedimenti hanno riguardato soprattutto calcinacci, intonaco, soffitti, solai, pannelli e controsoffitti e hanno provocato il ferimento di 12 persone: otto studenti e quattro adulti appartenenti al personale scolastico. In diversi casi gli episodi si sono verificati durante la notte, nei fine settimana o nei periodi di chiusura degli istituti, evitando conseguenze più gravi.

Sul fronte degli infortuni, invece, le denunce all’Inail relative agli studenti sono aumentate del 3,8% nel 2025, raggiungendo quota 80.871, rispetto alle 77mila circa dell’anno precedente. Il 97% degli incidenti denunciati è avvenuto durante le normali attività scolastiche, mentre il restante 3% riguarda il tragitto tra casa e scuola. Il dato resta elevato anche nel 2026: nei primi cinque mesi dell’anno sono state presentate 47.748 denunce, contro le 45.159 dello stesso periodo del 2025.

Particolarmente significativo l’aumento degli infortuni mortali denunciati, passati da otto a dieci nei primi cinque mesi dell’anno. Il rapporto prende in esame anche l’esposizione degli edifici scolastici ai rischi naturali: il 44% delle scuole italiane si trova in territori caratterizzati da elevata sismicità, nelle zone 1 e 2, mentre il 19% ricade in aree a pericolosità idraulica. Sono inoltre 5.113 gli edifici scolastici situati in aree a rischio frana.

L’analisi è stata realizzata anche incrociando i dati dell’Anagrafe dell’edilizia scolastica con le mappe ufficiali dell’Ispra, per individuare gli istituti collocati in territori esposti a rischio idraulico e idrogeologico.

Un altro capitolo riguarda l’accessibilità per gli studenti con disabilità. Nell’anno scolastico 2024-2025 gli alunni con disabilità erano quasi 377mila, circa 18mila in più rispetto all’anno precedente, con un incremento del 5%. Nonostante l’aumento, soltanto il 40% delle scuole risulta accessibile agli studenti con disabilità motoria. Tra le principali barriere figurano la mancanza di ascensori o la presenza di impianti non adeguati al trasporto delle persone con disabilità, segnalata nel 50% degli istituti.

Il 37% delle scuole è inoltre privo di servoscala interno, mentre nel 25% mancano bagni a norma e in un altro 25% rampe interne per superare i dislivelli. Più marcate le difficoltà per le disabilità sensoriali: gli ausili senso-percettivi per gli studenti con ipoacusia sono presenti nel 16,5% delle scuole, mentre mappe a rilievo e percorsi tattili destinati agli alunni ciechi o ipovedenti si trovano appena nell’1,2% degli istituti. Il 9% dispone invece di segnaletica in Comunicazione Aumentativa Alternativa.

Tra le criticità evidenziate dal rapporto c’è poi la capacità delle scuole di affrontare le temperature estreme. Soltanto 4.457 istituti, pari al 7,42% del totale, dispongono di sistemi di condizionamento o ventilazione: circa una scuola ogni 13. Il dato è in lieve aumento rispetto alla precedente rilevazione, con 490 istituti in più, ma resta secondo Cittadinanzattiva una percentuale insufficiente di fronte all’aumento delle temperature e agli effetti del cambiamento climatico.

Ancora limitata anche la diffusione degli impianti solari termici, presenti in 1.472 scuole, pari al 2,45%, comunque in crescita rispetto alle 1.266 della precedente rilevazione.

Il rapporto analizza inoltre gli interventi finanziati attraverso il PNRR, prendendo in considerazione 9.527 interventi relativi a mense, palestre e nuove strutture, con dati aggiornati al 13 giugno 2026 e contenuti nella piattaforma Italia Domani.

Sul fronte delle risorse, Cittadinanzattiva chiede un investimento complessivo di 3 miliardi di euro nel prossimo triennio, destinando ogni anno 500 milioni al piano per il clima e altri 500 milioni agli interventi strutturali prioritari. L’organizzazione propone inoltre un Piano nazionale triennale di adattamento climatico per le scuole, una mappatura integrata dei rischi sismici, idraulici e idrogeologici, l’aggiornamento annuale dei piani di emergenza e l’estensione delle prove di evacuazione anche agli scenari legati a terremoti e alluvioni.

Tra gli elementi positivi segnalati nel rapporto c’è infine la crescita delle risorse destinate all’edilizia scolastica attraverso l’8 per mille: nel 2025, su quasi 155 milioni di euro complessivamente assegnati sulla base delle scelte dei contribuenti, poco più di 70 milioni sono stati destinati all’edilizia scolastica, contro i 59,1 milioni dell’anno precedente.

Cittadinanzattiva sottolinea tuttavia la necessità di rendere più trasparente la destinazione effettiva di queste risorse e di garantire una programmazione stabile degli interventi, in un sistema scolastico chiamato ad affrontare contemporaneamente problemi di sicurezza degli edifici, accessibilità, rischi naturali ed effetti sempre più evidenti del cambiamento climatico.