ROMA - L’Europa mostra attenzione crescente per la difesa, ma non altrettanta urgenza sul fronte della sicurezza energetica. È il messaggio lanciato dal ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti durante l’audizione sul Documento di finanza pubblica davanti alle commissioni Bilancio di Camera e Senato.
Un intervento che mette al centro il rapporto con Bruxelles e la necessità di maggiore flessibilità nelle regole di bilancio, soprattutto in un contesto internazionale segnato da forti tensioni.
Giorgetti ha criticato apertamente l’idea di concedere deroghe al Patto di stabilità per finanziare la difesa senza estenderle anche alle misure energetiche. “È imbarazzante”, ha accusato, sottolineando come la crisi in Medio Oriente e l’instabilità dei prezzi dell’energia rappresentino una minaccia diretta per famiglie e imprese europee.
Il governo italiano non esclude il ricorso alle clausole di deroga previste dalle regole europee, qualora la situazione lo richieda, ha chiarito il Ministro.
“Non esiste alcuna possibilità per uno Stato membro di uscire unilateralmente dal Patto di stabilità e crescita”, la replica di un portavoce della Commissione europea, che ha ricordato che “le regole fiscali sono vincolanti per tutti”.
“Secondo il braccio correttivo del Patto di stabilità e crescita, gli Stati membri sottoposti a procedura per disavanzo eccessivo devono rispettare il percorso correttivo raccomandato dal Consiglio, definito in termini di crescita della spesa netta”, ha ribadito la Commissione, rigirando il dito nella piaga della mancata uscita dell’Italia dalla procedura d’infrazione per deficit eccessivo.
Il Ministro ha comunque rivendicato di aver mantenuto un equilibrio tra rigore e sostegno all’economia, evidenziando i risultati ottenuti sui conti pubblici, con una riduzione del deficit senza ricorrere a manovre restrittive.
Il rapporto deficit/Pil nel 2025 si è attestato al 3,1%, in miglioramento rispetto al 3,4% dell’anno precedente e inferiore alle previsioni iniziali. Un dato che, secondo il Mef, riflette una gestione prudente della spesa e un’attenta politica fiscale.
Resta però il nodo del superamento della soglia del 3%, rilevante nel confronto con l’Unione Europea. Giorgetti ha attribuito il lieve scostamento soprattutto agli effetti del Superbonus, in particolare alla contabilizzazione dei crediti d’imposta e alla loro accelerazione nei primi mesi dell’anno. Su questo fronte sono in corso verifiche, con l’obiettivo di aggiornare le stime nei prossimi mesi.