CAMPOBASSO - Cinque medici dell’ospedale Cardarelli di Campobasso sono indagati nell’inchiesta sulla morte di Sara Di Vita, 15 anni, e della madre Antonella Di Ielsi, 50 anni, decedute a Pietracatella dopo una grave intossicazione alimentare.  

Le ipotesi di reato formulate dalla Procura sono omicidio colposo e lesioni colpose. Il marito della donna, anche lui coinvolto nell’episodio, è ricoverato all’istituto Spallanzani di Roma: l’ospedale fa sapere che l’uomo è vigile e che le sue condizioni sono stabili, mentre proseguono gli accertamenti clinici. 

Il procuratore di Campobasso Nicola D’Angelo ha spiegato che l’indagine è “prioritariamente volta a ricostruire l’intera catena degli interventi medici”, con particolare attenzione ai precedenti accessi della ragazza in pronto soccorso: la minore, infatti, risulta essersi presentata in ospedale due volte prima del decesso.  

Sono oggetto di verifica anche gli interventi richiesti dalla madre prima del decesso. Il procuratore Nicola D’Angelo ha spiegato che, vista “l’estrema complessità del quadro clinico”, sono stati disposti accertamenti approfonditi e multidisciplinari, tra cui l’autopsia e consulenze specialistiche.  

Le indagini seguono tre filoni principali: accertare eventuali responsabilità individuali (come negligenze, sottovalutazioni dei sintomi o errori nell’applicazione dei protocolli diagnostici), individuare con precisione la causa scatenante e l’agente responsabile dell’evoluzione così rapida della patologia e, infine, ricostruire l’origine dell’intossicazione per escludere rischi residui e impedire che episodi simili possano coinvolgere altre persone. 

Intanto la polizia è tornata nell’abitazione della famiglia a Pietracatella, dove sono in corso nuovi rilievi: l’appartamento è stato posto sotto sequestro e sul posto operano anche gli ispettori dell’Azienda sanitaria regionale del Molise (Asrem), nell’ambito degli accertamenti per chiarire origine e dinamica dell’intossicazione.