PALERMO - Giovanna e Bice Messina Denaro, sorelle del boss mafioso di Castelvetrano Matteo Messina Denaro, sono indagate dalla Direzione distrettuale antimafia di Palermo per procurata inosservanza della pena con l’accusa di avere aiutato il fratello durante la lunga latitanza. 

La Procura aveva contestato alle due donne il reato di associazione mafiosa e aveva chiesto per entrambe la misura cautelare in carcere, ma il giudice ha riqualificato l’accusa ritenendo configurabile soltanto il favoreggiamento legato alla sottrazione del boss alla cattura. 

Secondo il giudice, pur essendoci gravi indizi di colpevolezza a carico delle due indagate, non sussistono più esigenze cautelari, anche in considerazione della morte del capomafia, deceduto nel settembre 2023 dopo essere stato arrestato pochi mesi prima. 

La Procura di Palermo ha presentato appello al tribunale del Riesame contro la decisione, sostenendo che molti esponenti della famiglia Messina Denaro sono da anni al centro di numerose indagini e procedimenti legati a Cosa nostra. 

Attualmente è detenuta Rosalia Messina Denaro, un’altra delle sorelle del boss, condannata a 14 anni di carcere per associazione mafiosa, mentre Patrizia è stata scarcerata nel luglio scorso dopo avere scontato una condanna a 14 anni e mezzo. 

Resta poi detenuto Francesco Guttadauro, figlio di Rosalia Messina Denaro, il cui padre, Filippo Guttadauro, sta scontando il cosiddetto “ergastolo bianco” detenuto in una struttura psichiatrica giudiziaria. 

È detenuto anche Gaspare Como, marito di Bice Messina Denaro, condannato in appello a 22 anni per mafia.  

Infine Rosario Allegra, marito di Giovanna Messina Denaro, è morto in carcere e Vincenzo Panicola, marito di Patrizia Messina Denaro, ha già scontato una condanna a otto anni ed è stato scarcerato. 

Intanto, nell’ambito delle indagini coordinate dalla Dda di Palermo guidata dal procuratore Maurizio de Lucia, carabinieri e polizia hanno eseguito una perquisizione nello studio di un’avvocata - deceduta nei mesi scorsi- di Campobello di Mazara, nel Trapanese, che aveva assistito in passato Matteo Messina Denaro e alcuni suoi favoreggiatori.