PADOVA - Giorgia Meloni rivendica la linea del governo sul lavoro e sull’uso delle risorse pubbliche.
Intervenendo al congresso della Uil a Padova, la presidente del Consiglio ha spiegato che per anni lo Stato ha distribuito fondi “a pioggia”, anche a imprese che delocalizzavano o non rispettavano le norme sulla sicurezza.
Per la premier, invece, i soldi pubblici non appartengono allo Stato, ma arrivano “dalle tasse e dai sacrifici dei lavoratori” e devono quindi essere usati con equità, corresponsabilità e per migliorare le condizioni del mercato del lavoro.
Meloni ha ricordato di avere partecipato, durante il suo mandato, ai congressi di Cgil, Cisl e Uil, definendosi l’unico presidente del Consiglio ad avere incontrato tutte e tre le principali organizzazioni sindacali. Un gesto che, ha detto, dimostra quanto il confronto con le parti sociali “sia parte del metodo del governo”.
Nel suo intervento, la premier ha poi rivendicato i dati sull’occupazione, parlando di uno scenario “incoraggiante”, e citando “il livello più alto di sempre del tasso di occupazione” e “il minimo storico del tasso di disoccupazione, sia generale sia giovanile”.
Meloni ha sottolineato anche l’aumento dei contratti stabili, indicati in un milione e duecentomila in più dall’inizio della legislatura, e il calo dei contratti precari. “È un dato di straordinaria importanza”, ha detto, aggiungendo che si tratta di uno degli elementi che la rendono “più orgogliosa”.
La presidente del Consiglio ha richiamato anche il confronto con la Uil sul salario e sulla contrattazione collettiva. Ha ricordato che il segretario Pierpaolo Bombardieri ha definito “una vittoria della Uil” la scelta di legare il salario giusto al trattamento economico complessivo dei contratti collettivi. Per Meloni, quella scelta è stata “una vittoria di tutti i lavoratori italiani” e “della Nazione nel suo complesso”.
Sul fronte dei rinnovi contrattuali, la premier ha difeso la detassazione al 5% degli aumenti nei contratti privati, una misura chiesta dalla Uil e dalle parti sociali. Secondo Meloni, il provvedimento rafforza il legame tra produttività e salario e dà centralità alla contrattazione collettiva. La presidente del Consiglio ha annunciato di avere già parlato con i ministri Marina Calderone e Giancarlo Giorgetti per lavorare alla conferma della misura anche nella prossima legge di bilancio.
Ampio spazio anche alla sicurezza sul lavoro e al contrasto al caporalato. “Oggi lo Stato è dentro i luoghi di lavoro come non si vedeva da tempo”, ha detto Meloni, ricordando che nel 2024 gli accessi ispettivi congiunti hanno superato quota 158mila e che in quasi due ispezioni su tre viene riscontrata un’irregolarità. Per la premier, questo dimostra che i controlli vengono indirizzati dove servono.
Sul caporalato, Meloni ha ribadito che la linea del governo resta quella della “tolleranza zero” contro i caporali e contro le organizzazioni criminali che spesso si nascondono dietro questo sistema. Organizzazioni che, ha aggiunto, “molto probabilmente non sono solamente straniere”.