MILANO - La Procura di Milano ha chiuso un’indagine che vede ai domiciliari quattro persone – Emanuele Buttini, Deborah Ronchi, Luz Luan Amilton Fraga e Alessio Salamone – accusate a vario titolo di associazione a delinquere, sfruttamento e favoreggiamento della prostituzione.  

Secondo gli inquirenti, l’agenzia di eventi Ma.De Milano, di cui gli imputati sono soci, organizzava festini a pagamento per calciatori professionisti, con un pacchetto “all inclusive” che prevedeva locali top della movida milanese, escort e talvolta gas esilarante. 

Nell’ordinanza del gip Chiara Valori, i nomi degli sportivi sono stati omessi perché nessuno di loro è indagato, non avendo commesso reati, ma sarebbero almeno settanta provenienti da squadre come Inter, Milan, Juventus, Sassuolo e Verona. Non è stato ancora accertato quanti tra questi abbiano usufruito del servizio inclusivo di escort e droga. 

L’ordinanza della gip rileva che il sodalizio poteva contare su un centinaio di ragazze, anche giovanissime, italiane e straniere. I quattro arrestati si trovano ai domiciliari e l’inchiesta è condotta dal nucleo di Polizia economico finanziaria della Guardia di Finanza.   

L’indagine è partita dalla denuncia di una giovane prostituta il 23 agosto 2024, che ha raccontato di aver vissuto dal 2019 al 2023 in un appartamento a Cinisello Balsamo, nello stesso palazzo dove aveva sede l’agenzia e dove c’era anche una sua discoteca abusiva, i cui eventi venivano pubblicizzati su Instagram. Secondo la testimonianza, Buttini e Ronchi trattenevano almeno il 50 per cento dell’importo pagato dai clienti, consegnando alle ragazze il resto. 

La stessa fonte ha parlato del caso di una colombiana che nel 2022 era costretta a prostituirsi in cambio di mille euro, dai quali l’agenzia aveva trattenuto la metà. Le giovani dovevano inoltre versare il canone d’affitto delle camere sempre in quello stabile.  

Non tutte le ragazze che lavoravano per la società erano escort: alcune erano solo “ragazze immagine”. La teste ha fatto i nomi di cinque ragazze che si prostituivano e ha spiegato che durante le feste veniva spesso consumato gas esilarante contenuto in palloncini, particolarmente gradito agli atleti perché non rilevabile con i controlli antidoping.