WASHINGTON - Quella che all’indomani del 13 luglio 2024 era una teoria del complotto confinata alle frange più radicali dei progressisti, oggi sta vivendo una seconda vita inaspettata. La tesi della messinscena dell’attentato di Butler non circola più tra i critici di sinistra, ma imperversa tra gli ex fedelissimi del mondo MAGA (Make America Great Again), spinti dal crescente malcontento per il coinvolgimento degli Stati Uniti nella guerra in Iran. 

La frustrazione della base trumpiana nasce da una percezione di tradimento: le promesse di pacifismo e “America First” sembrano naufragate nel conflitto mediorientale. In questo clima di disillusione, la teoria dell’attentato orchestrato è diventata uno strumento per attaccare il Presidente. Molti sostenitori delusi si dicono convinti che Trump abbia organizzato l’evento per accrescere i propri consensi e cementare la sua immagine di eroe invincibile. 

Come già accaduto per l’assassinio di JFK, la morte sul posto dell’attentatore, Thomas Crooks, alimenta le ipotesi più bizzarre. Sebbene l’immagine del pugno alzato e dell’orecchio insanguinato sia diventata il simbolo della campagna elettorale, oggi quel simbolismo viene messo in discussione. 

A riaccendere i riflettori sulla vicenda è stato Tucker Carlson. L’ex volto di Fox News, un tempo alleato chiave di Trump e oggi suo critico feroce, ha sostenuto nel suo podcast che l’FBI avrebbe insabbiato i dettagli della sparatoria. A dargli manforte è intervenuto anche Joe Kent, ex direttore del Centro nazionale antiterrorismo dimessosi in segno di protesta contro la guerra, lamentando l’archiviazione delle indagini senza una reale trasparenza da parte dell’amministrazione. 

Secondo una ricostruzione di Wired, l’ala oltranzista dei Maga accusa ora Trump di essere diventato un “burattino di Israele”. Il linguaggio utilizzato dai nuovi scettici è crudo e intriso di riferimenti alla cultura pop.  

Il podcaster Tim Dillon ha invitato provocatoriamente Trump ad ammettere che si sia trattato di una sceneggiata e, tra i commenti dei suoi ascoltatori, c’è chi paragona l’attentato a una puntata di The Apprentice prodotta da Mark Burnett. Parallelamente, sui social circolano foto dell’orecchio del Presidente apparentemente intatto poco dopo l’attacco, accompagnate da commenti ironici secondo cui nemmeno Wolverine (supereroe Marvel con l’abilità della rigenerazione) riuscirebbe a guarire così in fretta.