Le colonne corinzie della State Library illuminate dal tricolore, le note degli inni nazionale italiano e australiano che si diffondono nella maestosa La Trobe Reading Room e una comunità riunita nel segno dell’identità italiana. È stata una serata densa di orgoglio e senso di appartenenza, quella andata in scena mercoledì 3 giugno nel cuore di Melbourne per celebrare l’80mo anniversario della Repubblica Italiana. Un appuntamento che ha richiamato rappresentanti delle istituzioni, del mondo economico, culturale e associativo, confermando la vitalità di un legame che attraversa generazioni e continenti.
Organizzato dal Consolato Generale d’Italia a Melbourne, la celebrazione ha reso omaggio ai valori di democrazia, libertà e partecipazione nati dal referendum del 2 giugno 1946 e diventati il fondamento della moderna Repubblica Italiana.
A conferire ulteriore prestigio all’evento sono stati la presenza dell’ambasciatore d’Italia in Australia Nicola Lener e della ministra per l’Azione Climatica, l’Energia e le Risorse del Victoria, Lily D’Ambrosio, intervenuta in rappresentanza del governo statale. A suggellare la vicinanza istituzionale tra i due Paesi anche il videomessaggio della premier del Victoria Jacinta Allan.
Dopo gli interventi ufficiali, gli ospiti sono stati accompagnati in un percorso che ha saputo intrecciare tradizione e innovazione. Complice l’esibizione della Melbourne Opera e il progetto immersivo ‘Italia è Moda’, la serata ha offerto un affascinante viaggio attraverso creatività, design, tecnologia ed eccellenze manifatturiere, restituendo l’immagine di un’Italia giovane, dinamica e capace di rinnovarsi senza perdere il legame con la propria storia.
Nel suo discorso, la console generale per il Victoria e la Tasmania, Chiara Mauri, ha ricordato come il referendum del 1946 abbia rappresentato un punto di svolta nella ricostruzione dell’Italia del dopoguerra.
“Non fu soltanto una decisione tra monarchia e repubblica, ma la definizione del tipo di Paese che l’Italia avrebbe voluto essere dopo la devastazione della guerra: una nazione democratica, pacifica e aperta alla cooperazione internazionale”, ha affermato.
La Console ha inoltre illustrato alcuni importanti sviluppi per la presenza culturale italiana a Melbourne. Tra questi, il progetto di un innovativo sistema digitale per la gestione delle prenotazioni consolari, destinato a ridurre sensibilmente i tempi di attesa per gli utenti, e il sostegno alla mostra Rome: Empire, Power, People, iniziativa che contribuirà ad avvicinare ulteriormente il pubblico australiano alla storia e alla cultura italiana.
Particolarmente significativa anche l’attenzione dedicata al futuro dell’Istituto Italiano di Cultura. Mauri ha annunciato di aver ricevuto dal ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale l’autorizzazione ad avviare la vendita dell’attuale sede, giudicata già da tempo non più idonea alle esigenze dell’istituzione. Un passaggio delicato ma necessario, destinato a gettare le basi per una nuova fase di crescita.
“Si tratta del primo, prezioso passo verso la rinascita dell’Istituto, che potrà finalmente dotarsi di una sede più adeguata alle sue finalità e al ruolo dell’Italia come superpotenza culturale”, ha spiegato, annunciando inoltre l’arrivo del nuovo direttore, Stefano Scaramuzzi, attualmente alla guida dell’Istituto Italiano di Cultura di Lisbona.
Nel suo intervento, anche l’ambasciatore Nicola Lener ha sottolineato il contributo determinante degli italiani e dei loro discendenti allo sviluppo dell’Australia moderna.
“È difficile immaginare Melbourne e l’Australia contemporanee senza il contributo della comunità italiana”, ha osservato, evidenziando come oggi il rapporto bilaterale si arricchisca grazie a una nuova mobilità di professionisti, ricercatori, imprenditori e artisti che scelgono l’Australia per esperienze formative e lavorative.
Un messaggio condiviso anche da Lily D’Ambrosio, che ha ricordato il coraggio delle generazioni migranti del dopoguerra e il loro ruolo nel plasmare il tessuto sociale ed economico del Victoria. Un’eredità che continua a vivere attraverso nuove forme di collaborazione e investimento.
Momento particolarmente emozionante della serata è stata infine la consegna dell’onorificenza dell’Ordine della Stella d’Italia al professor Michele Trenti, astrofisico e direttore del laboratorio spaziale dell’Università di Melbourne. Visibilmente commosso, lo scienziato ha definito il riconoscimento “un onore straordinario”, e ha ricordato come la passione per le stelle lo accompagni fin dall’infanzia.
Nelle parole conclusive della console Mauri, uno sguardo di speranza e fiducia verso il futuro, senza dimenticare il percorso compiuto: “Questa celebrazione non racconta soltanto ciò che siamo stati, ma soprattutto ciò che possiamo ancora diventare insieme. È da qui che riparte il nostro impegno per rafforzare il legame tra Italia e Australia, costruendo nuove opportunità per le generazioni che verranno”.