Dei cosiddetti “vecchi” c’era solo Donnarumma. Niente di eccezionale, Ma in passato l’Italia è stata sbattuta fuori dal Mondiale per tre edizioni consecutive da avversari di medio calibro come Bulgaria, Svezia, Svizzera, Macedonia del Nord, Irlanda del Nord e Bosnia. La musica è cambiata sotto la guida di Silvio Baldini che ha riportato l’ambiente, per atteggiamenti e comportamenti, a un livello più consono alla causa azzurra. Altrimenti gli azzurri non avrebbero festeggiato il successo sulla Grecia come se avessero vinto il Mondiale. Si è respirata aria nuova, la morale unanime raccolta negli spogliatoi.

In Lussemburgo lo striminzito risultato non ha fatto da specchio al gioco. A Creta la prestazione è stata superiore con un dominio pressoché assoluto per 69 minuti, fino all’espulsione di Reggiani, fallo da ultimo uomo, che ha costretto la nostra squadra a difendersi a oltranza. In entrambi i casi, decisive sono risultate le reti di Pio Esposito che, per capacità e serietà, ha probabilmente sorpassato Retegui e Kean nella gerarchia di reparto.

Tantissime le note liete, al punto che la grandissima parte dei tifosi vorrebbe la riconferma di Baldini. Prendete il ventunenne Comuzzo: nella Fiorentina sembrava spaesato, in nazionale ha mostrato una sicurezza da veterano distinguendosi, lui difensore centrale, per i passaggi illuminanti a favore delle punte. Al suo livello Ndour, Lipani e Koleosho oltre naturalmente a Donnarumma.

C’è da pescare in questo gruppo tenendo fede a una frase particolarmente preziosa del ct: “Questi giocatori sono una risorsa, non un problema, e meritano di giocare tutti in Serie A”.

Mai vista una squadra così giovane (età media di 20 anni e 6 mesi), dedita al gioco, sempre propensa ad attaccare. E non dimentichiamo la seconda consecutiva affermazione dell’Under 17 nell’Europeo di categoria con tanti ragazzi pronti al grande salto. E qui i complimenti vanno al coach Franceschini. Nella domenica di Antonelli e Cobolli, il calcio ha ripreso colore mostrando il suo viso più bello e fresco.

Spetterà al nuovo presidente federale scegliere il ct. Le quotazioni di Baldini sono in rialzo ma non dovrebbero portare a una conferma. Dietro l’angolo si intravvede la figura di Mancini che vinse l’Europeo, non staccò il biglietto per il Mondiale e si dimise in malo modo. Potrebbe essere il figliol prodigo con Malagò presidente.

Nella corsa alla panchina, sembrerebbe essere davanti a Conte che Baldini aveva indicato come il successore ideale per proseguire il percorso appena intrapreso. Basta che abbia coraggio e al calciatore preferisca l’uomo. Cosa ne direste di continuare con questo gruppo rafforzato da Tonali, Calafiori, Bastoni e Barella?