ROMA - Il governo italiano ha prenotato 14,9 miliardi di euro del programma europeo Safe per la difesa, ma deciderà entro la fine dell’anno quanto utilizzare effettivamente. Lo ha spiegato il ministro degli Esteri Antonio Tajani, intervenendo con il ministro della Difesa Guido Crosetto davanti alle commissioni Esteri e Difesa di Camera e Senato, nel seguito dell’informativa sugli esiti del vertice Nato di Ankara.
“Abbiamo deciso di utilizzare Safe chiedendo un intervento di 14,9 miliardi entro la fine dell’anno”, ha detto Tajani. Il vicepremier ha poi precisato che si tratta di una “prenotazione” delle risorse e che il governo dovrà ancora stabilire quanto impiegarne.
Safe è lo strumento europeo di finanziamento pensato per sostenere gli investimenti nella difesa degli Stati membri.
Crosetto ha chiarito che il programma, per come è stato impostato, “è uno strumento di finanziamento della spesa militare, non aggiuntivo di quella prevista a bilancio”. Per l’Italia, ha spiegato il ministro della Difesa, Safe sarebbe “un’alternativa al Bot”, una scelta tecnica da valutare entro la fine dell’anno, in base alla convenienza finanziaria rispetto ad altri strumenti di debito. “La scelta politica sarà lo scostamento di bilancio”, ha aggiunto.
Da Bruxelles è arrivato però un richiamo alla chiarezza. La Commissione europea ha definito “molto positivo” l’annuncio italiano, ma ha sottolineato la necessità di procedere alla firma dell’accordo di prestito per poter erogare i fondi e avviare i progetti.
Crosetto ha inserito la scelta italiana nel nuovo quadro della Nato. “Le prospettive della Nato sono completamente diverse da quelle che aveva 10 anni fa, perché il mondo è cambiato”, ha detto.
Secondo il ministro, agli alleati europei e al Canada viene chiesto di contribuire di più alla difesa comune, mentre i settori di investimento si sono ampliati: non solo capacità navali, terrestri e aeree, ma anche intelligenza artificiale, droni, satelliti e ambito sottomarino.
“L’Italia farà la propria parte”, ha assicurato Crosetto, ricordando che Roma ha insistito per fissare al 2035 il punto di arrivo del percorso di aumento della spesa e per prevedere nel 2030 una revisione degli obiettivi alla luce della situazione internazionale. Il ministro ha rivendicato anche la scelta di procedere con incrementi graduali, pari allo 0,2% l’anno, per non incidere troppo sui conti pubblici.
Critico il Movimento 5 Stelle, con Francesco Silvestri che ha accusato Tajani di avere parlato di fondi europei “come si prenota una cena al ristorante” e ha sostenuto che la linea del governo non sia chiara.