Per mantenere un buono stato di salute non conta soltanto quante calorie si assumono, ma soprattutto la qualità degli alimenti scelti. Secondo le più recenti evidenze scientifiche, una dieta nella quale almeno il 25-30% dell’apporto energetico deriva da alimenti di origine animale (carne, pesce, uova e latticini) favorisce un adeguato apporto di nutrienti essenziali e riduce il rischio di carenze nutrizionali. Questi alimenti rappresentano infatti una fonte preziosa di micronutrienti spesso difficili da assumere in quantità sufficienti attraverso altri cibi, come ferro, zinco, vitamina B12, iodio e calcio, indispensabili per il corretto funzionamento dell’organismo, dalla produzione di energia alla salute delle ossa, fino al buon funzionamento del sistema nervoso e immunitario. Più che concentrarsi su singoli alimenti o seguire mode alimentari, gli esperti invitano a ragionare sul concetto di “nutrizione adeguata”, che tiene conto soprattutto di due aspetti: la densità nutrizionale, cioè la quantità di nutrienti benefici in rapporto alle calorie fornite, e il grado di trasformazione degli alimenti. In pratica, vengono privilegiati gli alimenti naturalmente ricchi di vitamine, minerali e proteine di qualità e che hanno subito una lavorazione minima o moderata. Al contrario, è consigliabile limitare il consumo di prodotti ultra-processati, spesso ricchi di zuccheri, grassi di bassa qualità, sale e additivi, ma poveri di nutrienti essenziali. In quest’ottica, una dieta onnivora equilibrata, basata prevalentemente su alimenti freschi o poco trasformati e affiancata da un abbondante consumo di frutta, verdura, legumi, cereali integrali e grassi di buona qualità, rappresenta uno dei modelli alimentari più efficaci per garantire un apporto completo di nutrienti e sostenere la salute nel lungo periodo.