BRUXELLES – L’Unione Europea ha ampliato l’azione contro l’apparato militare-industriale russo, imponendo misure a decine di aziende e individui coinvolti nella produzione di armamenti, tecnologie a duplice uso e infrastrutture di comunicazione.

Il ventunesimo pacchetto di sanzioni comprende 56 soggetti, tra cui fornitori con sede in Cina e India accusati di contribuire alla catena produttiva di missili, carri armati e velivoli senza pilota impiegati dalle forze di Mosca.

L’Alta rappresentante europea per gli Affari esteri Kaja Kallas ha affermato che oltre 50 entità militari e industriali sono state inserite nell’elenco. Secondo Kallas, la Russia accetterà di negoziare la fine della guerra soltanto se sottoposta a un costo crescente per le proprie operazioni.

Una delle principali novità riguarda i droni d’attacco a lungo raggio Garpiya e Garpiya-A1. Bruxelles ha individuato l’intera rete di produzione e fornitura, introducendo 37 nuove designazioni contro società e persone legate alla costruzione di testate, propulsori, catapulte e altre componenti necessarie al loro impiego.

La scelta segue l’intensificazione dei bombardamenti sulle città e sulle infrastrutture ucraine. Dopo la scadenza di una tregua di tre giorni promossa dagli Stati Uniti nel maggio scorso, Mosca aveva lanciato oltre 200 droni a lungo raggio, colpendo impianti energetici, edifici residenziali e un asilo.

Un alto funzionario europeo ha spiegato che, anziché sanzionare singoli produttori, l’Ue ha cercato di ricostruire l’intera filiera dei Garpiya per colpirla in un’unica operazione.

Jacob Funk Kirkegaard, ricercatore del centro studi Bruegel, ha accolto favorevolmente l’impostazione, pur avvertendo che la Russia dispone di numerosi altri modelli. Intervenire su una sola categoria non eliminerebbe quindi la minaccia strategica per l’Ucraina e per l’Europa.

Il pacchetto comprende anche società coinvolte nello sviluppo di Rassvet, il sistema satellitare russo in orbita terrestre bassa presentato come alternativa a Starlink. Il progetto, realizzato dall’azienda aerospaziale Bureau 1440, punta a garantire collegamenti internet ad alta velocità e applicazioni operative.

Sedici satelliti sono stati lanciati nel marzo 2026. Mosca prevede di averne 250 in orbita nel 2027 e 900 entro il 2035.

Secondo Kirkegaard, impedire alla Russia di costruire una rete autonoma potrebbe ridurne l’efficacia sul campo e limitarne le capacità future. Per rafforzare immediatamente Kiev, tuttavia, restano decisivi i finanziamenti europei ai programmi ucraini di droni, missili balistici e da crociera.