MELBOURNE – I vertici dell’Australian Council of Trade Unions (ACTU) cambieranno entro la fine dell’anno, con la segretaria Sally McManus e la presidente Michele O’Neil pronte a concludere i rispettivi mandati in una fase delicata per il sindacalismo australiano.
McManus, alla guida dell’ACTU dal 2017, lascerà l’incarico alla fine di agosto. O’Neil, presidente dal 2018, resterà invece fino agli ultimi mesi dell’anno per accompagnare il passaggio di consegne.
In una dichiarazione congiunta diffusa ieri, le due esponenti hanno spiegato che è arrivato il momento di affidare il movimento a una nuova generazione. I successori non sono ancora stati individuati.
Le organizzazioni affiliate all’ACTU sceglieranno inizialmente una squadra provvisoria attraverso il comitato esecutivo, chiamato a coprire i posti vacanti. La nomina definitiva avverrà con un’elezione durante il congresso del prossimo anno, che coinciderà con il centenario della confederazione.
L’uscita di McManus e O’Neil giunge dopo anni segnati da accordi salariali e campagne a favore dei lavoratori, ma anche dalle conseguenze delle accuse di infiltrazioni criminali nella Construction, Forestry and Maritime Employees Union (CFMEU).
Nel 2024 McManus aveva negato di essere stata a conoscenza delle condotte contestate nella sezione del Victoria. Sotto la sua direzione, l’ACTU aveva inoltre sospeso alcune divisioni del CFMEU mentre venivano affrontate le irregolarità emerse.
O’Neil, ospite di ABC Radio National, ha dichiarato che il settore delle costruzioni deve uscire da quel periodo sotto una guida rinnovata. Ha sottolineato che la grande maggioranza degli addetti svolge lavori difficili e pericolosi e merita un’organizzazione sindacale libera da violenza, corruzione e criminalità organizzata.
Il primo ministro Anthony Albanese ha ringraziato entrambe per la costante attività a favore dei lavoratori e per il sostegno ricevuto anche sul piano personale.
Albanese ha osservato che il loro addio coincide con aumenti salariali in comparti a lungo sottovalutati, con il divario retributivo tra uomini e donne ai minimi storici e con una crescita delle iscrizioni sindacali per la prima volta dopo decenni.
La successione sarà ora decisiva per stabilire se l’ACTU riuscirà a consolidare questi risultati e, allo stesso tempo, a ricostruire credibilità dopo la crisi che ha investito il CFMEU.