KIEV - Una nuova e pesante escalation segna le relazioni tra Ucraina e Russia. Oltre 390 droni ucraini hanno preso di mira nella notte la regione di Mosca, a poche ore dall’atteso incontro alla Casa Bianca tra il presidente ucraino Volodymyr Zelensky e il presidente degli Stati Uniti Donald Trump. 

“Più di 390 droni erano diretti verso la regione di Mosca. La maggior parte è stata neutralizzata dalle difese aeree molto prima di raggiungere la città. Ottantuno velivoli senza pilota nemici sono stati distrutti mentre si avvicinavano a Mosca”, ha comunicato su Telegram il sindaco della capitale russa, Sergei Sobyanin. Il governatore regionale, Andrey Vorobyov, ha aggiunto che l’incursione ha provocato il danneggiamento di alcune abitazioni nella città di Cechov e nel villaggio di Vaulovo. 

Secondo i canali di monitoraggio citati dal Kyiv Independent, le incursioni notturne dei droni di Kiev hanno colpito infrastrutture industriali ed energetiche vitali. Il canale Telegram Exilenova Plus ha riferito che l’impianto per la lavorazione dell’acciaio della fabbrica Hydrostalkonstruktsiya, situata a Cechov nella regione moscovita, è stato centrato durante l’intervento delle difese aeree russe. Parallelamente, il canale filoucraino Crimean Wind ha reso noto che i droni hanno colpito una sottostazione elettrica a Feodosia, nel sud-est della Crimea occupata, provocando un blackout che ha lasciato gran parte della città priva di corrente. 

Non si è fatta attendere la contromossa del Cremlino. Il ministero della Difesa russo ha rivendicato in un comunicato di aver colpito due navi impiegate dalle forze armate ucraine: “Droni d’attacco hanno colpito una nave portarinfuse che trasportava materiale militare nella parte nord-occidentale del Mar Nero, mentre una nave di sollevamento e ormeggio è stata colpita nel porto di Nikolayev”. 

In Ucraina cresce l’attesa per la visita di Zelensky a Washington. Il leader di Kiev incontrerà Trump nel tentativo di consolidare il sostegno statunitense contro la Russia, in una fase caratterizzata dall’intensificazione degli attacchi a lunga distanza e dallo stallo degli sforzi diplomatici Usa, a oltre quattro anni dall’inizio dell’invasione. 

I rapporti tra i due leader, a lungo tesi, hanno registrato nelle ultime settimane una maggiore apertura da parte del presidente statunitense. Il colloquio avverrà nel giorno dell’omaggio al senatore Lindsey Graham, fermo sostenitore della causa ucraina, scomparso l’11 luglio all’età di 71 anni. “Ci stiamo preparando a un incontro con il presidente degli Stati Uniti e con la sua squadra”, ha dichiarato Zelensky, dicendosi fiducioso che Washington “continuerà a sostenere l’Ucraina e che potremo porre fine a questa guerra con una pace dignitosa”. 

L’Ucraina continua intanto ad attuare la politica delle “sanzioni a lungo termine” (come definite dallo stesso Zelensky) estendendo il raggio delle sue azioni. Teheran ha infatti denunciato un attacco condotto da Kiev contro una nave iraniana nel Mar Caspio, avvertendo che l’azione “avrà conseguenze imprevedibili”. 

La minaccia del ministero degli Esteri iraniano giunge dopo che sabato scorso il Servizio di Sicurezza ucraino ha riferito di aver colpito con droni “navi mercantili soggette a sanzioni internazionali, utilizzate per il trasporto di materiale bellico tra Iran e Russia”. A seguito dell’accaduto, l’incaricato d’affari ucraino a Teheran è stato convocato dal ministero degli Esteri iraniano e formalmente rimproverato da un alto funzionario per quello che è stato definito un “atto ostile e criminale”.