NEW YORK – Elon Musk ha definito “una buona idea” una possibile fusione tra SpaceX e Tesla, confermando per la prima volta che le due società hanno costituito comitati speciali incaricati di valutare formalmente un’eventuale operazione.

Musk ha precisato di non poter partecipare direttamente alle discussioni perché detiene interessi rilevanti in entrambe le aziende. I comitati sono composti da amministratori indipendenti e qualsiasi accordo dovrebbe comunque ottenere l’approvazione degli azionisti.

Il fondatore possiede quasi un quinto di Tesla e poco meno della metà di SpaceX. Secondo analisti, una fusione gli garantirebbe il controllo della società risultante dall’integrazione.

Le discussioni sarebbero iniziate nelle ultime settimane e una delle ipotesi allo studio prevede l’acquisizione di Tesla da parte di SpaceX. Musk ha tuttavia sottolineato che non esiste ancora alcuna intesa sui termini e che l’operazione potrebbe anche non concretizzarsi.

A suo giudizio, la crescente sovrapposizione tra le attività delle due società rende comunque interessante una maggiore integrazione, soprattutto nello sviluppo di software per l’intelligenza artificiale, progettazione di chip, robotica, connettività satellitare e infrastrutture orbitali.

Tra i progetti congiunti figura Terafab, iniziativa per la produzione di semiconduttori che dovrebbe realizzare il primo chip sperimentale tra maggio e giugno del prossimo anno e puntare alla produzione su larga scala nel terzo trimestre del 2028.

L’interesse degli investitori è stato stimolato anche dai risultati finanziari di SpaceX, che ha registrato il primo utile da quando è diventata una società quotata.

Nel terzo trimestre i ricavi sono aumentati del 161 per cento rispetto all’anno precedente, raggiungendo 14,58 miliardi di dollari statunitensi.

Particolarmente forte la crescita delle attività legate all’intelligenza artificiale, con ricavi quasi decuplicati a 7,56 miliardi, principalmente grazie all’affitto di capacità dei centri dati a sviluppatori e società tecnologiche.

SpaceX ha chiuso il trimestre con un utile netto di 4,4 miliardi di dollari, rispetto alla perdita di 1,1 miliardi registrata un anno prima.

La crescita richiede però investimenti molto elevati: le spese in conto capitale sono quasi triplicate a 19,6 miliardi e potrebbero raggiungere tra 35 e 40 miliardi nel quarto trimestre.

Starlink continua intanto ad ampliare la propria base di utenti, arrivata a 13,6 milioni di abbonati. Il ricavo medio mensile per cliente è però sceso da 99 dollari nel 2023 a 69, riflettendo l’espansione internazionale con offerte meno costose.

Resta inoltre centrale il futuro di Starship, il sistema di lancio riutilizzabile destinato a sostenere satelliti Starlink più avanzati e, in prospettiva, infrastrutture di elaborazione dell’intelligenza artificiale in orbita.