BRISBANE - L’opposizione federale torna all’attacco sul dossier infrastrutturale più controverso del momento. I nazionali hanno lanciato una nuova campagna “Rescue Our Rail” per chiedere il salvataggio della tratta settentrionale dell’Inland Rail, il grande progetto ferroviario merci tra Melbourne e Brisbane che il governo Albanese ha deciso di ridimensionare dopo l’ennesima esplosione dei costi, arrivati ormai a 45 miliardi di dollari.

A guidare la protesta è stato il senatore Matt Canavan, apparso davanti ai giornalisti con un look insolito: camicia di flanella, un’immagine volutamente distante dai toni istituzionali di Canberra e più vicina all’Australia rurale che i nazionali puntano a rappresentare, e che è sempre più  nel mirino di One Nation. 

Canavan, leader dei nazionali, ha spiegato di aver trascorso diversi giorni “sul campo” per ascoltare direttamente cittadini e imprese locali, sostenendo che nelle comunità regionali cresce la richiesta di “un cambiamento” nelle politiche del governo federale. Ma il cuore dell’offensiva politica resta il futuro dell’Inland Rail, progetto considerato strategico per collegare il nord e il sud del Paese attraverso l’entroterra australiano. Secondo Canavan, la decisione di interrompere parte dell’opera rappresenta “una promessa tradita” nei confronti delle aziende e delle comunità che per anni hanno investito confidando nella realizzazione della linea ferroviaria.

“Questa promessa mancata colpisce molto profondamente le imprese e le comunità che hanno creduto nell’impegno di diversi governi a costruire finalmente una vera linea ferroviaria tra Brisbane e Melbourne”, ha dichiarato il senatore del Qld. Ad alzare ulteriormente i toni è intervenuta anche la ministra ombra alle Infrastrutture, Bridget McKenzie, che ha accusato l’esecutivo laburista di aver sacrificato il progetto ferroviario regionale per finanziare invece il contestato Suburban Rail Loop di Melbourne, una delle opere simbolo del governo del Victoria.

Secondo McKenzie, la scelta del primo ministro Anthony Albanese dimostrerebbe la scarsa attenzione del Partito laburista verso le aree non metropolitane del Paese. “Se serviva un’altra prova di ciò che Albanese e i laburisti pensano dei nove milioni di australiani che non vivono nelle capitali, non c’era bisogno di andare a Farrer per capirlo”, ha affermato.

L’esponente dei nazionali ha poi rincarato la dose accusando il primo ministro di voler favorire la premier del Victoria, Jacinta Allen, definita “una compagna di corrente interna dell’ALP”, destinando al progetto urbano “qualche altro miliardo extra”. La polemica arriva in un momento delicato per il governo federale, già sotto pressione per l’aumento dei costi delle grandi infrastrutture e per le critiche provenienti dalle aree regionali.

L’Inland Rail, proposto da Barnaby Joyce quando era ancora un deputato nazionale, prima di passare a One Nation, inizialmente presentato come un’opera destinata a rivoluzionare il trasporto merci australiano, è diventato negli anni simbolo delle difficoltà di gestione dei mega progetti pubblici, tra ritardi, revisioni tecniche e costi fuori controllo.