CANBERRA - L’Australia prevede di inviare un velivolo E-7A Wedgetail per potenziare gli sforzi multilaterali a difesa del traffico navale nello Stretto di Hormuz, una delle rotte energetiche più delicate al mondo.
Il ministro della Difesa Richard Marles ha annunciato il piano dopo una riunione virtuale con ministri della Difesa di oltre 40 Paesi.
Il Wedgetail è un velivolo di allerta precoce e controllo tra i più avanzati al mondo. Era già stato dispiegato nella regione a marzo per contribuire alla difesa degli Emirati Arabi Uniti dagli attacchi iraniani. Ora Canberra intende metterlo a disposizione della missione internazionale guidata da Regno Unito e Francia, pensata per sostenere la libertà di navigazione nello Stretto.
Il traffico attraverso Hormuz si è ridotto drasticamente dall’inizio del conflitto nella regione, dopo gli attacchi lanciati da Stati Uniti e Israele contro l’Iran il 28 febbraio. Da quella via marittima passa circa un quinto del petrolio e del gas naturale liquefatto mondiale, ma Teheran ne ha rivendicato il controllo, trasformando il passaggio in un punto di pressione geopolitica ed economica.
Dal mese di aprile è in vigore un cessate il fuoco tra Stati Uniti e Iran, ma le speranze di un accordo stabile si sono indebolite dopo che Donald Trump ha dichiarato lunedì che la tregua è “in terapia intensiva”. La frase è arrivata dopo il rifiuto iraniano di una proposta americana per chiudere il conflitto, mentre Teheran continua a mantenere richieste respinte da Washington.
Marles ha insistito sul carattere strettamente difensivo dell’operazione. “L’Australia è pronta a sostenere una missione militare multinazionale indipendente e strettamente difensiva, guidata da Regno Unito e Francia, una volta che sarà istituita”. Il ministro ha aggiunto che la missione dovrà accompagnare gli sforzi diplomatici e di de-escalation, non sostituirli.
L’obiettivo dichiarato di Canberra è chiaro: fine del conflitto, riapertura dello Stretto di Hormuz e ripresa della libertà di navigazione. “Più a lungo continua questa guerra, più forte sarà l’impatto sull’Australia”, ha avvertito Marles.
Il ministro del Tesoro Jim Chalmers ha richiamato lo stesso rischio nel discorso con il quale ha presentato il budget federale, sostenendo che la guerra in Medio Oriente sta spingendo i prezzi verso l’alto, frenando la crescita e colpendo famiglie e imprese australiane. Pur dicendo che il Paese è in una buona posizione per resistere, ha ammesso che caro-petrolio e rincari su materie prime come i fertilizzanti potrebbero portare l’economia vicino alla recessione.