KATHMANDU – Due tragedie in pochi giorni hanno colpito le spedizioni italiane impegnate sulle montagne del Nepal, dove tempeste di neve e una valanga hanno provocato nove vittime, tra cui cinque italiani. 

Il primo dramma si è consumato nella zona occidentale del Paese, sul monte Panbari (6.887 metri), dove da venerdì si erano persi i contatti con Alessandro Caputo, 27 anni, maestro di sci a St. Moritz, e Stefano Farronato, 36 anni, tecnico forestale di Bassano del Grappa. I loro corpi sono stati ritrovati senza vita nei pressi del Campo 1, a circa 5.000 metri di quota. 

La notizia è stata confermata dalla Farnesina, che in una nota ha espresso cordoglio e assicurato assistenza alle famiglie. 

Caputo e Farronato facevano parte della spedizione Panbari Q7, partita il 7 ottobre con un terzo compagno, Valter Perlino, 57 anni, alpinista di Pinerolo, che ha dovuto però rinunciare alla scalata a causa di un malore.  

È stato proprio Perlino, rimasto al campo base, a dare l’allarme dopo giorni senza contatti. Il Panbari, scalato per la prima volta solo nel 2006, è considerato una delle montagne più isolate e difficili del Nepal, al confine tra i distretti di Gorkha e Manang. 

Nel loro ultimo messaggio sui social, i tre scrivevano: “Tutto bene. Oggi arrivati a 6.000 e poi discesa al Base Camp per 2-3 giorni di riposo. Un percorso duro, solitario e affascinante, dove ogni metro guadagnato è frutto di forza, esperienza e rispetto per la montagna. Il Panbari si fa sentire, ma il team risponde con determinazione e spirito di squadra”. 

Poche ore dopo la notizia della loro morte, un’altra tragedia ha colpito una seconda spedizione con membri italiani impegnata nel Nepal centrale: una valanga si è abbattuta sul campo base dello Yalung Ri, a 5.630 metri, travolgendo un gruppo di dodici alpinisti. 

Sette persone sono morte, tra cui tre italiani, due nepalesi, un tedesco e un francese. Lo ha riferito Phurba Tenjing Sherpa, dell’organizzazione “Dreamers Destination”, spiegando di aver “visto tutti e sette i corpi”.  

Altri quattro membri del gruppo - due francesi e due nepalesi - sono stati tratti in salvo e portati in elicottero a Kathmandu martedì mattina. 

Il Nepal è stato investito in questi giorni dal ciclone Montha, che ha portato piogge torrenziali, bufere di neve e venti fortissimi in gran parte della catena himalayana, bloccando voli, spedizioni e operazioni di soccorso.