MELBOURNE – La parlamentare liberale statale Moira Deeming ha respinto con forza le accuse di transfobia e ha difeso il proprio impegno politico mirato alla tutela dei minori, dei diritti delle donne e della trasparenza nelle istituzioni.

In una lunga intervista concessa al programma radiofonico Viva l’Italia su Rete Italia condotto da Tony Tardio, Deeming ha ripercorso le origini delle sue posizioni politiche, spiegando come il suo coinvolgimento pubblico sia nato durante gli anni da insegnante nelle scuole superiori della periferia occidentale di Melbourne.

La parlamentare ha raccontato di essersi avvicinata alla politica dopo aver esaminato durante un congedo di maternità i contenuti del programma scolastico “Safe Schools”, pensato ufficialmente per contrastare il bullismo e sostenere studenti con problemi legati all’identità di genere. Secondo Deeming, però, le misure introdotte avrebbero finito per eliminare importanti tutele per i minori e ridurre il ruolo dei genitori nelle decisioni riguardanti i figli.

L’ex insegnante sostiene che il sistema scolastico imponesse agli insegnanti di non informare le famiglie nel caso in cui uno studente decidesse di adottare una diversa identità di genere a scuola. “Se un bambino decideva di vivere con una diversa identità di genere, io non potevo dirlo ai genitori”, ha spiegato. “Potevamo cambiare il nome del bambino a scuola, fornire una nuova uniforme, permettergli di usare spogliatoi e bagni diversi, perfino i dormitori scolastici”.

Deeming afferma che proprio queste esperienze l’hanno spinta a intervenire pubblicamente, organizzando incontri con genitori e insegnanti e scrivendo articoli per denunciare quelle che considera derive ideologiche. La deputata insiste sul fatto che la sua posizione non sia motivata da ostilità verso le persone transgender, ma da preoccupazioni legate alla sicurezza e alla protezione dei minori. “La cosa più amorevole che puoi fare per qualcuno che pensa di essere del sesso opposto è dirgli che il sesso non può cambiare”, ha dichiarato. “Puoi parlare della tua identità di genere, ma il sesso resta lo stesso”.

Nel corso dell’intervista, la parlamentare ha contestato apertamente l’etichetta di “transfobica” attribuitale da parte dei media e degli avversari politici. “Loro cercavano di presentarlo come transfobia, ma naturalmente non lo era”, ha detto riferendosi alle polemiche nate attorno alle sue campagne contro le modifiche legislative sull’identità di genere.

Deeming sostiene che il vero nodo della questione riguarda la tutela degli spazi riservati alle donne. Secondo la deputata, consentire l’accesso a bagni e spogliatoi femminili sulla base della sola autoidentificazione di genere potrebbe mettere a rischio privacy e sicurezza. “Se cambi la legge in modo che chiunque si identifichi come donna possa entrare negli spogliatoi femminili, allora qualsiasi uomo può entrarci dichiarando di avere un’identità di genere femminile”, ha affermato. “Così non risolvi nulla e rendi tutti meno sicuri”.

La deputata ha precisato di non voler discriminare le persone transgender e di comprendere le difficoltà che alcune di loro possono vivere. “Non voglio che nessuno venga bullizzato o aggredito”, ha dichiarato. “Capisco perché un uomo che vuole vivere come donna possa sentirsi a disagio nei bagni maschili”. Tuttavia, sostiene che la soluzione non possa essere l’abolizione delle distinzioni basate sul sesso biologico negli spazi femminili.

L’intervista affronta anche le conseguenze personali delle controversie che hanno coinvolto Deeming da quando è entrata in parlamento. La deputata racconta di essere stata rapidamente dipinta dai media come una figura di estrema destra, definizione che respinge completamente. “È stato dimostrato in tribunale federale che non sono di estrema destra”, ha affermato verso la fine del colloquio.

Deeming sostiene inoltre che molte delle sue convinzioni derivino dalla sua educazione in una famiglia storicamente vicina al movimento sindacale e al Partito Laburista. Sua madre lavorò infatti per la federazione infermieristica australiana e, secondo la parlamentare, le trasmise un forte senso di giustizia sociale e difesa dei lavoratori. “Io sono una creazione del Partito Laburista e del movimento sindacale”, ha detto ironicamente, accusando però l’attuale classe dirigente laburista di aver tradito quei valori attraverso corruzione e gestione opaca del potere.

Accanto alle battaglie culturali, Deeming indica infatti la lotta alla corruzione come l’obiettivo principale della sua attività politica. Critica duramente il governo del Victoria e il rapporto con alcuni sindacati, sostenendo che i cittadini siano stati penalizzati da sprechi e mancanza di trasparenza nell’uso del denaro pubblico. “Il mio obiettivo è eliminare la corruzione in questo Stato”, ha dichiarato. “Voglio leggi giuste per le famiglie e tutele per bambini e donne, ma anche un sistema trasparente in cui nessuno possa abusare del denaro pubblico”.

Pur riconoscendo che l’esposizione mediatica ha avuto conseguenze pesanti anche sulla sua famiglia e sui suoi figli, Deeming sostiene di essere pronta a continuare la battaglia politica: “C’è un prezzo da pagare per queste cose e io sono disposta a pagarlo pur di ripristinare le garanzie previste dalla legge”.