KIEV - Si alza nuovamente il livello di tensione nel conflitto tra Russia e Ucraina dopo una notte di intensi attacchi aerei condotti da entrambi gli schieramenti.
Il bilancio più pesante si registra sul territorio russo, dove le autorità locali hanno proclamato una giornata di lutto nazionale a seguito dei raid che hanno colpito le regioni di Belgorod e la Repubblica del Tatarstan, provocando la morte di diciotto persone e decine di feriti.
Il raid più grave ha interessato la città industriale di Nizhnekamsk (o Nizhny Kamsk), nel Tatarstan, situata a oltre 1.000 chilometri dal confine.
Un attacco con droni ha provocato la morte di 13 persone, tra cui un bambino, come confermato dalla portavoce del Comitato investigativo russo, Svetlana Petrenko, e il ferimento di altre 39. Il ministero della Difesa russo ha dichiarato di aver intercettato 456 droni durante la notte, segnalando attacchi diffusi in circa 15 regioni.
Il Comitato investigativo di Mosca ha aperto un procedimento penale ai sensi dell’Articolo 205 del Codice penale russo, configurando l’accaduto come un attacco terroristico.
Duro il commento di Rodion Miroshnik, ambasciatore russo incaricato dal ministero degli Esteri sui crimini attribuiti al regime di Kiev: “È in corso un’intera serie di attacchi terroristici palesi. Solo negli ultimi due giorni, il numero di morti e feriti tra civili in soli due episodi ha già superato le 80 persone. Si tratta degli attacchi a Belgorod e a Nizhnekamsk. Diciotto persone sono morte finora in questi due episodi. Pertanto, stiamo parlando di numeri colossali, che indicano una deliberata escalation e l’uso di metodi terroristici per colpire civili e obiettivi civili. In questo caso, stiamo parlando di azioni deliberate”.
Il diplomatico ha poi aggiunto che Kiev cerca di ottenere vantaggi politici “intimidendo la popolazione civile: questo è un tentativo di esercitare pressione sulla popolazione civile all’interno dello Stato contro cui vengono perpetrati questi tipi di attacchi terroristici”.
Dal canto suo, lo Stato maggiore ucraino ha confermato di aver preso di mira con i droni la raffineria di petrolio Taneko a Nizhnekamsk, impianto controllato dal colosso Tatneft, inserendo l’operazione nell’ambito di una campagna volta a “ridurre il potenziale militare dell’aggressore russo”. L’attacco ha provocato un incendio nella struttura, documentato anche da filmati diffusi sui social network che mostrano alte nubi di fumo nero.
Contestualmente alla condotta sui complessi industriali del Tatarstan, i canali di monitoraggio hanno segnalato attacchi ucraini con droni in Crimea, dove a Simferopol si sono verificati blackout temporanei dopo esplosioni e conflitti a fuoco. Incursioni con droni sono state dirette anche contro infrastrutture energetiche nell’oblast di Donetsk, con un incendio sviluppatosi all’interno di un centro commerciale a Makiivka.
Parallelamente, la Russia ha condotto una vasta serie di raid aerei su diverse regioni ucraine. A Kharkiv le autorità locali hanno reso noto che cinque persone hanno perso la vita a causa di un attacco aereo, mentre a Sumy le forze russe hanno lanciato cinque bombe aeree guidate sulla zona urbana, colpendo i distretti di Zarichne e Kovpakivka; come riferito dal capo dell’Amministrazione militare cittadina, Serhiy Kryvosheyenko, il bilancio è di cinque feriti e di danni a condomini, case private e infrastrutture di servizio.
Ad Odessa un massiccio attacco di missili e droni avvenuto nella notte del 9 agosto ha provocato 14 feriti, secondo quanto confermato dal capo dell’Amministrazione militare regionale Oleh Kipper. A Poltava il responsabile dell’Amministrazione militare regionale, Vitaliy Dyakivnych, ha riferito di attacchi con droni diretti contro infrastrutture critiche, stazioni di servizio, un impianto industriale e un’abitazione, innescando vari incendi poi spenti dai soccorritori. Infine, nella regione di Dnipropetrovsk i bombardamenti condotti con droni e artiglieria a partire dalla sera del 9 agosto hanno interessato tre distretti, provocando un morto e 5 feriti.