GLASGOW – I nuotatori australiani impegnati in Scozia ai Commonwealth Games 2026 sono stati avvertiti che potrebbero violare il contratto con la squadra nazionale qualora ringraziassero pubblicamente Gina Rinehart per i premi in denaro messi a disposizione tramite Hancock Prospecting.

La società ha annunciato incentivi destinati agli atleti dei Dolphins: 20mila dollari per un oro individuale, 15mila per l’argento e 10mila per il bronzo. A chi stabilirà un record mondiale saranno riconosciuti altri 30mila dollari.

Anche i componenti delle staffette potranno ricevere premi: 5mila dollari a testa per l’oro, 3.750 per l’argento, 2.500 per il bronzo e 7.500 in caso di primato mondiale. Gli atleti capaci di conquistare più medaglie saranno pagati per ogni risultato ottenuto.

Un nuotatore vincitore di tre ori e autore di un record potrebbe quindi incassare 90mila dollari.

La controversia nasce dall’accordo di appartenenza alla squadra australiana firmato dai partecipanti ai Giochi. Il documento vieta agli atleti di prendere parte ad attività promozionali collegate a premi o incentivi finanziari senza l’approvazione di Commonwealth Games Australia (CGA).

Una clausola impedisce inoltre l’utilizzo dell’immagine degli sportivi in relazione a programmi di ricompensa non autorizzati. Un’altra disciplina dichiarazioni e interviste retribuite.

Le disposizioni non riguardano esclusivamente Rinehart, ma i nuotatori sarebbero stati informati di non doverla ringraziare né fare accenno ai bonus durante le interviste successive alle gare. Secondo la corrispondenza emersa, il mancato rispetto dell’indicazione potrebbe determinare una contestazione per violazione contrattuale.

La direttiva ha provocato malumore tra alcuni membri della squadra, considerando che l’imprenditrice sostiene il nuoto australiano da oltre trent’anni e versa già contributi annuali a diversi atleti di vertice.

Kyle Chalmers ha accolto favorevolmente gli incentivi, sottolineando quanto sia difficile per molti nuotatori conciliare allenamenti, lavoro e studio. Il campione ha osservato che, oltre alla medaglia e alla divisa, un premio economico offre una ragione ulteriore per affrontare sacrifici prolungati, soprattutto agli atleti più esperti.

L’ex nuotatrice Petria Thomas, chef de mission australiana, ha tuttavia precisato che l’accordo è completamente separato da CGA. L’organizzazione ha riconosciuto il contributo di Rinehart allo sport, ricordando però che Hancock Prospecting non è un partner ufficiale della squadra.

Tra i nuotatori intervenuti a favore dell’imprenditrice figura Elijah Winnington, che l’ha descritta come una figura simile a una madrina per la disciplina.

Il caso emerge mentre altri atleti lamentano risorse insufficienti. CGA ha concesso un contributo di 5mila dollari a ogni componente della delegazione, ma numerosi sportivi continuano a segnalare difficoltà economiche.