KIEV - Una notte di pesanti attacchi incrociati ha infiammato i cieli di Russia e Ucraina, segnando una delle fasi più intense del conflitto negli ultimi mesi. La regione di Mosca è stata bersagliata da una massiccia pioggia di oltre 400 droni ucraini, mentre le forze russe hanno sferrato un violento attacco missilistico contro la capitale Kiev e le infrastrutture portuali di Odessa.
A riferire dell’incursione ucraina è stato il sindaco di Mosca, Sergei Sobyanin, confermando che la gran parte dei velivoli senza pilota è stata neutralizzata a distanza dalle difese antiaeree. “Dalle 20:30 alle 5 del mattino, oltre 400 droni nemici hanno sorvolato la regione di Mosca. La maggior parte è stata neutralizzata dalle forze di difesa aerea a distanza. 85 droni sono stati distrutti in avvicinamento a Mosca”
Negli ultimi mesi, Kiev ha intensificato i raid aerei in territorio russo, definendoli una diretta rappresaglia per oltre quattro anni di bombardamenti contro le proprie città. Secondo l’agenzia di stampa statale Tass, sei persone (tra cui tre cittadini stranieri) sono state ricoverate presso l’ospedale di Domodedovo, città a sud di Mosca nota per ospitare uno dei principali aeroporti internazionali della capitale. L’ospedale ha confermato in una nota che i feriti presentano lesioni da esplosione di diversa gravità, pur precisando che non è stato ancora accertato in modo definitivo il legame diretto tra i ricoveri e l’attacco dei droni.
Sul fronte opposto, la Russia ha risposto sferrando uno dei più massicci attacchi con missili balistici contro la capitale ucraina dall’inizio delle ostilità. A denunciare la violenza dell’offensiva è stato il presidente ucraino Volodymyr Zelensky attraverso un messaggio diffuso su X.
Mosca ha lanciato “oltre 40 missili di vario tipo, la maggior parte dei quali diretti contro la capitale”, insieme a 120 droni d’attacco. Il bilancio provvisorio a Kiev e nella regione circostante è di un morto e 16 feriti. “Le mie condoglianze a tutte le loro famiglie e ai loro cari”, ha scritto Zelensky, spiegando che quasi 600 soccorritori sono al lavoro in tre distinti punti della capitale, mentre altri interventi di emergenza si svolgono nella regione di Odessa.
Proprio a Odessa, le forze russe hanno colpito le strutture portuali e alcuni depositi di carburante. Il ministero della Difesa russo, guidato da Andrej Rėmovič Belousov, ha rivendicato l’operazione in un comunicato, affermando che i serbatoi danneggiati contenevano “combustibile e lubrificanti destinati alle Forze Armate dell’Ucraina”.
Tracciando il quadro dell’escalation sull’intero territorio nazionale, Zelensky ha evidenziato come solo nell’ultima settimana Mosca abbia impiegato “circa 1.450 droni d’attacco, oltre 1.640 bombe aeree guidate e 99 missili di vario tipo”. Oltre a Kiev e Odessa, le ultime ore hanno fatto registrare feriti a Zaporizhzhia, danni a Sumy e Chernihiv, e attacchi diffusi nelle regioni di Vinnytsia, Dnipro, Donetsk, Zhytomyr, Kirovohrad, Mykolaiv, Poltava, Kharkiv, Kherson e Cherkasy.
Di fronte a questa pressione costante, il leader ucraino ha lanciato un nuovo pressante appello alla comunità internazionale per accelerare la fornitura di scudi antiaerei: “La protezione dai missili balistici è oggi la nostra priorità assoluta. Ogni ritardo nell’adozione di nuove decisioni offre alla Russia l’opportunità di pianificare nuovi attacchi contro il nostro popolo e di trovare il modo di aggirare nuove sanzioni”, ha ammonito Zelensky. Inoltre, il leader ucraino ha ringraziato contestualmente i partner internazionali che stanno rispettando le consegne dei sistemi antimissile, ritenuti ormai “indispensabili ogni giorno” per la tutela della popolazione civile.