PERTH - One Nation rivendica un risultato politico e finanziario notevole: la sua campagna di raccolta fondi per “licenziare” il primo ministro Anthony Albanese avrebbe superato l’obiettivo iniziale di un milione di dollari, arrivando a oltre 1,6 milioni nelle prime 24 ore.
L’iniziativa, lanciata ieri mattina, è stata costruita attorno allo slogan “FIRE THE LIAR!”, con un attacco diretto ad Albanese e al Partito laburista. Sul sito delle donazioni, One Nation accusa il primo ministro di aver mentito sul referendum per la Voce al Parlamento, sui tagli fiscali della fase 3, sulle cosiddette “spose dell’ISIS”, sui prezzi dell’energia e su negative gearing e tasse sulle plusvalenze.
A differenza di molte piattaforme di raccolta fondi online, non è disponibile un registro pubblico con i nomi dei donatori o gli importi versati. Il partito sostiene che il denaro servirà a finanziare cartelloni, spot televisivi e radiofonici per raggiungere gli elettori che, secondo One Nation, sarebbero ignorati dal governo Albanese. Nel testo della campagna compare anche un riferimento alla richiesta del Partito laburista ai propri sostenitori di donare 27 dollari.
Poche ore dopo il lancio della raccolta, Pauline Hanson è arrivata a Midland, nell’area di Perth, per un incontro con i sostenitori locali. La presenza della senatrice ha provocato una contestazione organizzata dai gruppi WA Socialists e WA Greens. Centinaia di manifestanti si sono radunati, scandendo slogan contro il razzismo e mostrando cartelli critici verso le politiche migratorie di One Nation e verso il sostegno del partito a Israele.
Durante l’evento, Hanson ha dichiarato che alcuni seggi laburisti nel Western Australia sono nella “lista degli obiettivi” di One Nation in vista delle prossime elezioni federali. Il messaggio è chiaro: il partito vuole trasformare la crescita nei sondaggi e la forza della raccolta fondi in una campagna elettorale aggressiva.
Secondo recenti rilevazioni citate dal partito, One Nation avrebbe superato il Partito laburista come formazione più popolare in Australia. Una simulazione Redbridge di maggio, nello scenario peggiore per la Coalizione, indicava una possibile disfatta di quest’ultima nel Queensland e un forte avanzamento di One Nation alla Camera.
La protesta di Perth mostra però l’altro lato della stessa dinamica: più Hanson cresce, più mobilita opposizione. La campagna contro Albanese è partita con numeri alti. Resta da vedere se i fondi raccolti da queste donazioni diventeranno voti.