BERGAMO - L’ex fidanzato di Pamela Genini, Francesco Dolci, è indagato per vilipendio di cadavere e furto, nell’ambito dell’inchiesta sulla profanazione della tomba della ventinovenne, uccisa a Milano il 14 ottobre scorso dal compagno Gianluca Soncin. 

Dolci, imprenditore edile di 41 anni, ha lasciato intorno alle 18 il comando provinciale dei carabinieri di Bergamo, dove è stato interrogato per oltre cinque ore dal pm Giancarlo Mancusi e dai militari del reparto investigativo. Con lui era presente la sua legale, l’avvocata Eleonora Prandi. 

Secondo quanto emerso, le domande si sarebbero concentrate sugli ultimi riscontri raccolti dagli investigatori: le testimonianze acquisite nei giorni scorsi, l’analisi delle immagini delle telecamere, comprese quelle relative ai giorni precedenti al 23 marzo, quando fu scoperta la profanazione, e altri accertamenti compiuti dagli inquirenti. 

Dopo l’interrogatorio, i carabinieri si sono recati nella sua abitazione di Sant’Omobono Terme, in Valle Imagna, nel Bergamasco, per una perquisizione, alla ricerca di elementi legati al furto della testa dal feretro della giovane. 

Secondo gli investigatori, una sagoma ripresa dalle telecamere di sicurezza sarebbe compatibile per l’80-90% con quella dell’uomo, che nelle ultime settimane si era presentato più volte dai carabinieri, riferendo anche di presunti giri di denaro attorno all’omicidio di Pamela e che ha sempre negato ogni coinvolgimento nella profanazione della tomba. 

Pamela Genini era stata uccisa il 14 ottobre con 76 coltellate dal compagno Gianluca Soncin, 53 anni, ora detenuto per omicidio pluriaggravato. Per lui la Procura di Milano ha chiesto il processo immediato. 

La profanazione è stata scoperta il 23 marzo nel cimitero di Strozza (Bergamo), quando alcuni operai incaricati di trasferire il feretro dal loculo alla cappella di famiglia si sono accorti di anomalie sulla bara: alcune viti saltate e tracce di silicone sui bordi. All’apertura, il corpo della ragazza è stato trovato senza testa.