MELBOURNE - Nuovo episodio di violenza contro il personale sanitario nel Victoria, dove una paramedica incinta è stata aggredita dalla stessa persona a cui aveva appena salvato la vita, nella zona a nord di Melbourne. A denunciare l’accaduto è stato il Victorian Ambulance Union, che ha definito l’aggressione “inaccettabile” e parte di una preoccupante escalation di violenze contro i soccorritori.

Secondo quanto riferito dal segretario del sindacato di categoria, Danny Hill, la donna aggredita era intervenuta insieme ai colleghi per soccorrere una paziente colpita da overdose da droga. Dopo il trasporto in ospedale, a Heidelberg, la situazione sarebbe improvvisamente degenerata.

“Hanno letteralmente salvato la vita a questa paziente e poi, mentre la stavano trasferendo all’ospedale, la donna ha colpito la paramedica alla testa e allo stomaco, nonostante fosse incinta di 12 settimane”, ha raccontato Hill.

La soccorritrice e il bambino che porta in grembo non avrebbero riportato conseguenze fisiche gravi, ma l’impatto psicologico dell’aggressione è stato tale da spingere la donna a lasciare temporaneamente il servizio operativo su strada.

“Ha deciso di non lavorare più sul campo - ha spiegato Hill -. È particolarmente triste perché è una paramedica molto dedita al proprio lavoro e avrebbe voluto continuare fino a una fase avanzata della gravidanza. Ma non può più mettere a rischio il proprio bambino nelle condizioni che i paramedici affrontano ogni giorno”.

Secondo il sindacato, casi simili potrebbero indurre molte altre operatrici in gravidanza ad abbandonare anticipatamente il servizio attivo, proprio a causa dei crescenti rischi legati alla sicurezza.

La Polizia del Victoria ha confermato l’apertura di un’indagine sull’aggressione, avvenuta il 3 maggio. Gli investigatori hanno identificato una donna di 40 anni, senza fissa dimora, che intendono interrogare.

L’episodio arriva a poche settimane da un altro grave attacco contro il personale sanitario: a fine aprile un paramedico era stato accoltellato mentre ordinava un caffè in un locale di Reservoir, sempre nell’area metropolitana di Melbourne.

Il direttore generale di Ambulance Victoria, Jordan Emery, ha condannato duramente l’ultima aggressione, parlando di una “tendenza allarmante” che coinvolge sempre più spesso gli operatori di primo soccorso.

“Il persistente schema di violenze contro paramedici è estremamente preoccupante - ha dichiarato Emery -. I nostri operatori ci parlano sempre più spesso della paura per la propria sicurezza sul lavoro e questi episodi non fanno che aumentare l’ansia”.

Dopo l’aggressione, Ambulance Victoria e il sindacato dei paramedici hanno avviato un confronto comune per chiedere interventi più incisivi contro chi attacca il personale di emergenza. Al centro delle critiche ci sarebbero anche alcune lacune legislative che, secondo i sindacati, consentirebbero ad alcuni aggressori di evitare pene detentive obbligatorie a causa della definizione giuridica di “operatore in servizio”.

I numeri confermano la gravità del fenomeno. Secondo i dati del Victorian Ambulance Union, nell’ultimo anno fiscale i paramedici dello Stato hanno subito oltre mille “incidenti pericolosi”, tra aggressioni fisiche, minacce e atti violenti durante gli interventi.
In risposta ai recenti episodi, il governo del Victoria ha chiesto alla Victorian Law Reform Commission di formulare proposte per rafforzare le leggi a tutela dei lavoratori dei servizi di emergenza.

La ministra della Sanità Harriet Shing ha assicurato che l’esecutivo continuerà a collaborare con Ambulance Victoria per colmare le falle normative e garantire maggiore protezione ai soccorritori.