LIMA – La Missione di osservazione elettorale dell’Unione Europea (Moe–Ue) ha valutato positivamente il secondo turno delle elezioni presidenziali del 7 giugno in Perù, sottolineando che il voto si è svolto in modo ordinato, trasparente e nel rispetto delle libertà fondamentali, nonostante una campagna elettorale segnata da accuse di frode e da un clima di forte polarizzazione.
La seconda dichiarazione preliminare della Missione è stata presentata alla presenza del capo ad interim dell’Ufficio nazionale dei processi elettorali (Onpe) de Perù, Bernardo Pachas.
Gli osservatori hanno precisato che il processo elettorale non è ancora concluso, poiché restano da esaminare eventuali ricorsi e da proclamare i risultati definitivi. Il rapporto finale, che conterrà anche raccomandazioni per possibili riforme elettorali, sarà pubblicato nei prossimi mesi.
Secondo l’ultimo aggiornamento diffuso dall’Oficina Nacional de Procesos Electorales (ONPE) alle 15:40 del 10 giugno, è stato contabilizzato il 97,827% dei verbali elettorali, con un margine estremamente ridotto tra i due candidati. Roberto Helbert Sánchez Palomino, candidato di Juntos por el Perú, guida con il 50,017% dei voti (9.012.880 preferenze), mentre Keiko Sofía Fujimori Higuchi, leader di Fuerza Popular, segue con il 49,983% (9.006.917 voti), separata da appena 5.963 voti.
Restano ancora da processare o verificare oltre 2.000 verbali, in gran parte provenienti da aree remote del Paese e dall'estero, mentre il maltempo continua a rallentare l'arrivo della documentazione necessaria per completare lo scrutinio definitivo.
Dopo il ballottaggio del 7 giugno, i primi risultati hanno evidenziato un sostanziale pareggio tecnico tra i due candidati alla presidenza, Keiko Fujimori, leader di Fuerza Popular, e Roberto Sánchez, rappresentante di Juntos por el Perú. Quest’ultimo risulta in vantaggio strettissimo, con il 50,026% delle preferenze e quasi il 98 % dei verbali presentati.
Entrambi hanno riconosciuto l’estrema vicinanza dei risultati e si sono impegnati ad attendere la proclamazione ufficiale da parte delle autorità competenti.
Secondo la Moe-Ue, il periodo tra il primo e il secondo turno è stato dominato dalle polemiche sui presunti brogli elettorali, dalle indagini sui ritardi nella distribuzione del materiale elettorale registrati il 12 aprile e dalla lunga proclamazione dei risultati del primo turno.
Quest’ultima è stata rallentata dall’elevato numero di verbali contestati e dalla mancanza di armonizzazione tra procedure legali e scadenze costituzionali, costringendo il Giurì nazionale delle elezioni (Jne) ad adottare misure straordinarie per accelerare il processo.
La Missione segnala inoltre che Rafael López Aliaga, candidato classificatosi al terzo posto, ha alimentato la narrativa della frode elettorale, promuovendo le cosiddette “Marce per la Democrazia” e chiedendo nuove elezioni, una possibilità non prevista dalla normativa vigente.
Dopo le criticità logistiche del 12 aprile, il capo dell’Onpe si è dimesso, parte del personale è stato sostituito e diverse istituzioni statali hanno avviato indagini amministrative e giudiziarie. Successivamente, il Jne e l’Onpe hanno intensificato la comunicazione pubblica per recuperare la fiducia dei cittadini, mentre l’Onpe ha rafforzato i preparativi organizzativi per il ballottaggio, giudicati adeguati dagli osservatori europei.
La Moe-Ue ha monitorato anche lo svolgimento della campagna.
Sul piano politico, il documento spiega che Keiko Fujimori ha concentrato la propria campagna sui temi della sicurezza, della stabilità e dei programmi sociali, mentre Roberto Sánchez ha puntato sullo sviluppo sociale, sulle riforme fiscali e sul miglioramento dell’accesso alla sanità, all’istruzione e alla casa.
La Moe-Ue ha inoltre rilevato che i media pubblici hanno mantenuto una copertura equilibrata della campagna, mentre gran parte dei media privati ha adottato un approccio prevalentemente critico nei confronti di Roberto Sánchez e della sua coalizione.
Anche l’ambiente digitale è stato caratterizzato dalla diffusione di contenuti ostili, discriminatori e di disinformazione rivolti soprattutto contro Juntos por el Perú. Le autorità elettorali e le organizzazioni di verifica delle informazioni hanno tuttavia contrastato attivamente la diffusione di notizie false.
Per quanto riguarda la giornata elettorale, gli osservatori europei hanno registrato soltanto alcuni episodi isolati, gestiti rapidamente dalle autorità.
Sebbene alcuni seggi abbiano aperto con ritardi dovuti all’assenza di membri delle commissioni elettorali, le operazioni di voto e di scrutinio sono state giudicate generalmente corrette e trasparenti.