CANBERRA - L’inflazione potrebbe rallentare nei dati di aprile, ma il segnale rischia di essere meno rassicurante di quanto sembri.
L’Australian Bureau of Statistics (ABS) pubblicherà in giornata il nuovo indice dei prezzi al consumo e gli economisti si aspettano un calo del dato principale, spinto soprattutto dal taglio temporaneo dell’accisa sui carburanti.
My Bui, economista di AMP, prevede che il tasso annuo scenda dal 4,6 al 4,4 per cento. Ma la riduzione, spiega, non indica necessariamente un raffreddamento reale dei prezzi. Il calo dipende in larga misura dalla decisione del governo di dimezzare temporaneamente l’accisa sulla benzina. Per questo, la Reserve Bank guarderà oltre il numero generale e si concentrerà sull’inflazione depurata dalle componenti dalle oscillazione dei prezzi più ampie.
AMP prevede che l’inflazione di fondo (trimmed mean inflation) salga al 3,4 per cento annuo. È il dato che conta di più per capire la tendenza generale, perché elimina gli sbalzi temporanei e mostra meglio il ritmo dei rincari nell’economia. Secondo Bui, stanno emergendo effetti di secondo giro: i costi più alti di carburante, trasporto e consegne iniziano a essere trasferiti più ampiamente sui prezzi finali.
Un sondaggio dell’ABS sulle condizioni delle imprese mostra che quasi tre aziende australiane su quattro sono state danneggiate dai prezzi dei carburanti e dalle interruzioni delle forniture. Metà delle imprese ha segnalato un aumento dei costi operativi, indicando carburante, trasporto merci e consegne come cause principali.
Anche se i prezzi alla pompa sono scesi, le tariffe praticate dalle imprese tendono a reagire con ritardo rispetto ai costi sostenuti. In settori come edilizia e logistica, i supplementi legati al carburante restano comuni. Questo può mantenere vivi i rincari anche quando una parte dello shock iniziale si attenua.
La RBA osserverà con attenzione i servizi di mercato, come parrucchieri, pulizie, giardinaggio e altri servizi domestici. Sono categorie più rigide, dove i prezzi scendono difficilmente una volta aumentati. Bui prevede per i servizi alla casa un rialzo del 5,2 per cento.
Altro nodo centrale è l’abitazione. L’inflazione legata alla casa, che include affitti e nuove costruzioni, resta molto elevata dopo il forte aumento dei materiali edilizi. AMP si aspetta un nuovo incremento del 6,4 per cento.
Oggi arriveranno anche i dati sui lavori di costruzione. Non mostreranno ancora tutto l’effetto della guerra in Iran, perché coprono solo il primo trimestre, ma diranno se i primi rialzi dei tassi d’interesse della Reserve Bank abbiano iniziato a rallentare l’attività. Per ora, il messaggio è chiaro: il dato principale può scendere, ma la battaglia sui prezzi non è chiusa.