VIENTIANE - È una drammatica corsa contro il tempo quella che si sta consumando a Long Chaeng, nel centro del Laos, dove sette persone sono intrappolate da ormai sei giorni all’interno di una grotta completamente allagata. Il gruppo, composto da cittadini residenti nella provincia montuosa di Xaysomboun, si era addentrato nella cavità sotterranea lo scorso 20 maggio.
Secondo quanto ricostruito dai media internazionali, tra cui la Bbc, i sette erano entrati nel complesso sotterraneo spinti dalla ricerca di piccoli giacimenti d’oro e di animali selvatici, attività di sussistenza e di raccolta molto diffuse nella regione.
L’improvviso inizio delle violente piogge monsoniche ha però inondato la struttura in pochi minuti, innescando contemporaneamente diverse frane all’esterno che hanno ostruito e sigillato l’unico ingresso. A lanciare l’allarme, dando il via alla mobilitazione, è stato un ottavo membro del gruppo, che è riuscito miracolosamente a uscire dalla grotta poco prima del crollo della roccia.
Da quel momento, le autorità del Laos, affiancate immediatamente da squadre di soccorso d’élite arrivate dalla vicina Thailandia, lavorano incessantemente in uno scenario idrogeologico estremo. I sommozzatori e gli speleologi stanno concentrando gli sforzi sull’esplorazione di una sporgenza rocciosa situata nella parte superiore della cavità.
In quella specifica zona i rilevamenti indicano la presenza di un flusso d’aria costante, l’unica speranza a cui si aggrappano i soccorritori nella convinzione che i dispersi vi abbiano trovato rifugio per sfuggire all’acqua.
Parallelamente, le squadre di terra tentano di drenare il bacino interno con potenti idrovore, ma il livello idrico continua a salire a causa delle precipitazioni incessanti che vanificano i progressi. Le immagini drammatiche condivise sui social media mostrano gli speleologi costretti ad avanzare a fatica, quasi accecati, attraverso cunicoli estremamente stretti, fangosi e totalmente sommersi.
L’operazione di salvataggio sta ricevendo un supporto tecnico fondamentale che rievoca una delle imprese speleologiche più famose della storia recente.
L’agenzia Afp ha confermato che tra i soccorritori sono scesi in campo anche due sommozzatori thailandesi che nel 2018 parteciparono alla celebre spedizione internazionale per trarre in salvo i 12 giovani calciatori e il loro allenatore, rimasti bloccati per settimane nella grotta di Tham Luang. Quella storica missione tenne il mondo intero col fiato sospeso e l’esperienza specifica di quegli specialisti nell’affrontare correnti sotterranee e passaggi ciechi nel fango si sta rivelando decisiva per mappare la grotta laotiana e calcolare i tempi di sopravvivenza dei dispersi.
Sul posto, il governo del Laos ha dispiegato una colonna di ambulanze, veicoli d’emergenza e personale medico specializzato in rianimazione e ipotermia, pronto a garantire un’assistenza medica immediata non appena i sette minatori saranno individuati e portati in superficie. Nel frattempo, fuori dal perimetro dei soccorsi, le famiglie rimangono in un’angosciosa attesa di notizie ufficiali. Come riferito dall’agenzia di stampa Efe, il governo laotiano mantiene per ora il massimo riserbo e non ha ancora rilasciato dichiarazioni formali sullo stato di salute dei sette uomini, mentre l’intera area è presidiata per facilitare il passaggio dei mezzi di soccorso.