MOSCA - Dal Forum economico d’Oriente a Vladivostok, la Russia apre a una possibile soluzione negoziale del conflitto in Ucraina, pur vincolandola al quadro diplomatico e denunciando le azioni di Kiev come minacce alla sicurezza aerea e marittima.
Intervenendo al Forum, il presidente russo Vladimir Putin ha espresso un cauto ottimismo circa la composizione del conflitto, sottolineando la disponibilità di attori internazionali quali Stati Uniti e Cina nel sostenere un percorso negoziale.
“In definitiva, il problema deve essere risolto dai Paesi coinvolti nel conflitto: Russia e Ucraina. Questo è l’approccio corretto. Tuttavia, siamo grati a tutti coloro che stanno cercando di contribuire al raggiungimento di una soluzione. C’è una possibilità? A mio parere, sì”, ha dichiarato Putin.
Il leader del Cremlino ha confermato che “i contatti con l’Ucraina stanno continuando”, così come “i contatti con i rappresentanti dell’Amministrazione statunitense nominati da Trump per il dialogo con la Russia”, definendo tale canale “funzionante”. Riferendosi al presidente degli Stati Uniti Donald Trump, Putin ha aggiunto che “per quanto posso capire, percepire e vedere, è orientato verso un lavoro positivo e costruttivo”, in un contesto segnato dalle indiscrezioni relative a una possibile visita a Mosca dell’inviato speciale della Casa Bianca, Steve Witkoff, e di Jared Kushner.
“Gli attacchi contro le navi mercantili e le minacce di attacchi contro gli aerei civili sono una manifestazione di terrorismo di Stato e senza dubbio ostacolano la possibilità di condurre negoziati per la pace”, ha avvertito Putin, chiamando in causa gli alleati di Kiev. “Coloro che rimangono in silenzio, coloro che non prestano attenzione a tutto questo e mi riferisco soprattutto agli alleati occidentali dell’Ucraina, diventano complici del terrorismo internazionale. E come potrebbe essere altrimenti? Non è possibile interpretarlo diversamente”, ha concluso il leader russo.
Le dichiarazioni di Putin giungono in risposta al recente avviso del presidente ucraino Volodymyr Zelensky a compagnie aeree e assicurazioni sul fatto che i cieli russi “non sono più sicuri”, preannunciando un incremento dell’impiego di droni nell’aerospazio della Federazione. Secondo Putin, tali avvertimenti “complicano certamente le possibilità di tenere colloqui di pace bilaterali”.
Sul piano militare, il Capo dello Stato russo ha sostenuto che la Russia “non ha problemi di uomini”, giacché i propri cittadini partecipano volontariamente “all’operazione militare speciale”. Di contro, ha affermato che le perdite di Kiev “stanno aumentando ogni mese” e risultano “molto superiori al numero di persone che entrano nell’esercito attraverso la mobilitazione forzata e di quelle che rientrano dagli ospedali”, registrando una contrazione mensile pari a “8.000-12.000 effettivi”.
A margine del vertice è intervenuto anche il ministro degli Esteri russo, Sergey Lavrov, ribadendo che la Russia non solleciterà l’Occidente per un ammorbidimento delle misure punitive, imputando all’Unione Europea la responsabilità dell’isolamento. “L’Europa ha deciso che la nostra cooperazione degli anni passati era così vitale per la Russia che dovremmo correre dietro di loro, implorandoli: ‘Dai, va bene, perdonateci, dimenticate quello che è successo, torniamo indietro, revocate le sanzioni’. Questo non accadrà”, ha spiegato Lavrov. “Abbiamo, se vogliamo, il nostro orgoglio nazionale nel senso migliore del termine. Non abbiamo assolutamente bisogno della benevolenza di nessuno. La Russia ha abbastanza amici e partner pronti a cooperare in buona fede, mentre l’Europa semplicemente non può farlo”.
Nel frattempo, la situazione dell’aviazione civile registra nuove criticità. Per la seconda notte consecutiva, l’Agenzia federale russa per il trasporto aereo (Rosaviatsia) ha disposto “restrizioni temporanee all’arrivo e alla partenza degli aeromobili” negli scali moscoviti di Vnukovo e Sheremetyevo a seguito dell’allarme ucraino sul traffico aereo.
La compagnia turca Pegasus Airlines (tra le poche vettrici occidentali a non aver interrotto i collegamenti dopo l’invasione) aveva annunciato la sospensione temporanea dei voli verso la Russia per motivi tecnici e operativi, prevedendo il ripristino delle tratte dal 2 settembre.
Sul terreno ucraino, gli attacchi delle forze russe hanno provocato 5 morti e almeno 66 feriti nell’arco di 24 ore, colpendo 13 oblast compresi i territori occidentali di Khmelnytsky e Vinnytsia con l’impiego di droni a reazione. “Il nemico non è andato in vacanza: i russi hanno trovato un nuovo modo per intensificare le ostilità e non hanno intenzione di rallentare”, ha affermato Zelensky. “Abbiamo bisogno di una risposta e di contromisure più incisive, nonché di una produzione europea più rapida di sistemi di difesa, principalmente aerea, sia antimissile che antidrone”.