MILANO - Riprovarci e cancellare il rimpianto di aver soltanto sfiorato il tris. Con questo spirito e la solita mentalità vincente Adrien Rabiot si approccia ai Mondiali del 2026. Il centrocampista del Milan e della Francia, in un’intervista rilasciata al sito della Fifa, parla di una kermesse iridata che vede i “bleus” tra i favoriti e inseriti nel gruppo I insieme a Senegal, Iraq e Norvegia.
Il ricordo della rocambolesca finale persa ai rigori contro l’Argentina è ancora fresco nella mente del 31enne di Saint-Maurice. “È stato un mix di emozioni contrastanti. È un ricordo molto significativo per me, anche se si è concluso con una sconfitta. È stato un momento storico, considerando tutto quello che avevo vissuto prima: dal piccolo Adrien che ha iniziato a giocare a calcio a sei anni fino a quella finale. Era ciò che sognavo di più da giovane calciatore. È stato un momento molto emozionante. Nonostante la sconfitta, resta un momento piacevole perché riuscire a giocare una finale della Coppa del Mondo rimane un bel ricordo. Non succede tutti i giorni e non capita a tutti”, spiega con la consueta lucidità Rabiot.
“Ho usato quella sconfitta come motivazione per le partite immediatamente successive, alla ripresa del campionato. L’ho sfruttata per le gare seguenti, sia con il mio club che con la nazionale. Ovviamente mi ha fatto venire voglia di vincere ancora di più e di assicurarmi la vittoria. Subito dopo la finale mi sono detto: ‘Ok, ci vediamo tra quattro anni, e questa volta vinceremo noi’”, le parole del centrocampista del Milan, consapevole che la Francia è tra le favorite.
“Non ci mette pressione perché, in fondo, avevamo uno status simile quattro anni fa come campioni in carica. All’inizio dell’edizione 2022, la gente ci vedeva ovviamente come una delle favorite. Siamo una squadra forte e dobbiamo essere consapevoli dei nostri punti di forza senza essere arroganti o presuntuosi. Dobbiamo avere un’idea chiara di dove vogliamo arrivare. Ogni volta che mettiamo in campo una prestazione come quella del primo tempo contro il Brasile (in un’amichevole di marzo vinta dalla Francia 2-1), con quella mentalità e determinazione, possiamo dare del filo da torcere a qualsiasi avversario. Sappiamo però che affronteremo squadre che giocano quasi al nostro stesso livello e saranno i piccoli dettagli a fare la differenza”.
“Vincere il Mondiale sarebbe lo scenario ideale, specialmente considerando come è andata nel 2022 - prosegue Rabiot -. L’obiettivo sarebbe fare un bel percorso, divertirci, tenendo sempre a mente l’importanza dell’evento, capire il momento che stiamo vivendo e godercelo, cercando al contempo di dare il massimo per questa maglia e per la nazionale francese. Ovviamente l’obiettivo, specialmente considerando i nostri ultimi risultati nelle grandi competizioni e ai Mondiali in particolare, è raggiungere le semifinali, come tutti si aspettano da noi. Questo è il nostro traguardo. Non ci nasconderemo, perché se non dovessimo farcela, verrebbe ovviamente visto come un fallimento. Abbiamo giocatori carichi di grinta e determinazione, con la voglia di vincere. Abbiamo davvero un ottimo spirito all’interno della squadra. Se tutti rimarranno saldamente concentrati sull’obiettivo, con la mentalità di dare tutto, penso che potremo fare un percorso davvero splendido. Alla Coppa del Mondo 2026, la nostra massima ambizione sarà la terza stella”.
Di grandi campioni a disposizione Didier Deschamps ne ha tanti, oltre a Rabiot c’è sicuramente Kylian Mbappé. “È un giocatore chiave. Ho conosciuto Kylian quando è arrivato al Psg; era il 2017. L’ho incontrato quando era ancora molto giovane e, nel lungo periodo, si è dimostrato un calciatore fondamentale per tutte le squadre in cui ha giocato. È anche maturato molto - sottolinea Rabiot -. Al di là di ciò che mostra fuori dal campo o della sua leadership all’interno del gruppo, conta soprattutto quello che riesce a fare sul terreno di gioco, ciò che dà alla nazionale francese in particolare, ma anche al suo club (il Real Madrid), per le prestazioni che è in grado di offrire”.