KIEV - Due bambini sono morti e altri sette sono rimasti feriti, insieme a due adulti, a seguito di un attacco notturno condotto dall’Ucraina con l’impiego di droni nel territorio russo di Krasnodar. La notizia è stata riferita dal governatore regionale, Veniamin Kondratiev.

“I detriti dei droni sono caduti su un centro di accoglienza per bambini a Krasnodar. Purtroppo, due bambini sono morti”, ha dichiarato Kondratiev via Telegram, confermando che nella medesima area è scoppiato un incendio all’interno di un magazzino. 

L’operazione si inserisce in una più ampia e mirata campagna di Kiev contro la logistica russa. La piattaforma di e-commerce Ozon ha confermato che quattro propri depositi sono stati colpiti nel sud della Russia, con attacchi che hanno interessato le strutture di Krasnodar, Adygeysk, Nevinnomyssk e Makhachkala; in quest’ultima città si registrano diversi feriti, sebbene nessuno sia in pericolo di vita.  

Per il colosso delle vendite online si tratta del terzo giorno consecutivo di raid, che si sommano alle azioni condotte da mesi dall’esercito ucraino contro i magazzini di Wildberries, il più grande gruppo russo del settore, accusato di fornire componenti alle forze armate di Mosca.

Gli attacchi contro queste strutture civili, meno difese rispetto agli obiettivi militari, hanno già provocato incendi distruttivi e causato danni stimati in miliardi di dollari, suscitando le denunce di Mosca contro le incursioni rivolte alle proprie infrastrutture civili. 

I nuovi raid sono arrivati nel giorno in cui l’Ucraina celebra il 35esimo anniversario della propria indipendenza e ospita la riunione della Coalizione dei Volenterosi, che raggruppa i Paesi sostenitori di Kiev.

In un messaggio video registrato davanti alla cattedrale di San Michele a Kiev, il presidente ucraino Volodymyr Zelensky si è rivolto alla nazione: “In questo momento, la situazione è davvero molto difficile per tutti noi. Ma c’è una forza che ci tiene saldamente per mano, e non è affatto invisibile. È la forza del nostro circolo virtuoso: il sostegno reciproco, la fiducia in chi ci sta accanto senza mai dubitare, la fiducia in tutti gli ucraini. E finché il nemico non spezzerà questo nostro circolo, l’Ucraina non cadrà, raggiungerà la pace e avrà successo”. 

Zelensky ha ribadito con fermezza che l’Ucraina non consegnerà alla Russia i territori della regione di Donetsk, tuttora sotto il proprio controllo, chiedendo contestualmente agli alleati di dotare Kiev degli strumenti necessari a costringere Mosca ad accettare un cessate il fuoco.

Il leader ucraino ha accusato Vladimir Putin di essere “ancorato al passato” e di continuare a considerare l’Ucraina un attore sottomesso: “Il nostro Paese è ormai da tempo un’altra cosa: non uno spettatore, ma un attore. Non una vittima, ma un guerriero”. 

Proseguendo nel suo discorso, il Capo di Stato ucraino ha inviato un messaggio diretto al presidente russo: “Putin spera nella nostra stanchezza. Non ci ha mai capiti e ora non avrà il tempo di farlo. Volevi prendere tutta la nostra Ucraina, tutta la nostra terra; invece hai perso le tue raffinerie, la tua flotta, i tuoi profitti e un’intera generazione mandata al tritacarne”.

Zelensky ha poi aggiunto: “Volevi cancellarci dalla cartina; ora sei tu a essere assente dall’agenda internazionale della civiltà futura”, ricordando che “da 27 anni il capo della Russia parla di grandezza, mentre la Russia fa la fila per la benzina”. 

L’intervento del presidente si è concluso con una panoramica sulla difesa aerea, evidenziando che l’Ucraina ha sviluppato la capacità di abbattere la maggior parte dei droni Shahed russi e lavora a soluzioni per fronteggiare i missili balistici, dei quali soffre la vulnerabilità per la carenza di intercettori.

Zelensky ha infine rivolto un appello alla Cina affinché non rimanga in silenzio di fronte alle minacce nucleari di Mosca, affermando che “Pechino deve dimostrare la sua ambizione di essere uno dei leader del mondo non solo nell’economia e nella tecnologia, ma anche nella civiltà“.