KIEV - Un’ampia ondata di attacchi condotti con droni dall’Ucraina ha lasciato il segno in diverse regioni della Federazione Russa, prendendo di mira snodi logistici strategici e complessi industriali. Tra i bersagli principali figura Wildberries, il più grande rivenditore online del Paese (spesso paragonato al gigante dell’e-commerce Amazon), che nell’ultima settimana ha subito ben cinque giorni di attacchi contro le proprie strutture.
Nella notte, i raid ucraini hanno colpito i centri logistici di Wildberries nelle città di San Pietroburgo e Tver, oltre che in Crimea. A San Pietroburgo si è sviluppato un vasto incendio in uno degli impianti. Sui social media, i residenti hanno condiviso immagini e video che documentano una densa colonna di fumo nero levarsi su parte della città.
Gli attacchi si sono concentrati nel parco logistico “Utkin Zavod”, situato nel villaggio di Novosaratovka, immediatamente a sud della città, e presso un secondo stabilimento nel distretto cittadino di Shushary, come riportato dai canali Telegram indipendenti russi Astra.
Il governatore di San Pietroburgo, Alexander Beglov, ha confermato su Telegram l’attacco di droni, spiegando che l’azione ha preso di mira “infrastrutture civili non specificate lungo l’autostrada Moskovskoye”. Ore dopo, il governatore dell’oblast, Alexander Drozdenko, ha confermato il raid allo stabilimento Wildberries di Novosaratovka, riferendo che tre persone sono rimaste ferite. A causa dell’emergenza, le autorità hanno registrato ritardi per circa 50 voli presso l’aeroporto Pulkovo di San Pietroburgo.
Un altro grave attacco si è verificato nella Russia centrale, dove uno stabilimento industriale nell’oblast di Kirov è stato centrato da un raid. Il governatore regionale, Alexander Sokolov, ha annunciato su Telegram il pesante bilancio: “Come risultato dell’attacco condotto dal regime di Kiev contro un’azienda a Kirov purtroppo 32 persone sono state colpite. Tra queste, sei persone sono morte sul posto”, senza fornire ulteriori dettagli sulla natura dell’obiettivo colpito.
Da parte sua, il Ministero della Difesa russo ha riferito che i sistemi di difesa aerea hanno intercettato e distrutto durante la notte 571 droni ad ala fissa ucraini sopra numerose regioni. I velivoli senza pilota sarebbero stati neutralizzati nelle regioni di Belgorod, Bryansk, Vladimir, Kalunga, Kursk, Leningrado, Novgorod, Oryol, Pskov, Ryazan, Smolensk, Tver, Tula, nella regione di Mosca, nel Territorio di Krasnodar, in Crimea e sopra le acque del Mar d’Azov e del Mar Nero.
Sul fronte opposto, la Russia ha colpito nella notte la città meridionale ucraina di Zaporizhzhia lanciando cinque bombe aeree guidate. Il governatore dell’oblast, Ivan Fedorov, ha riferito che l’attacco ha provocato almeno 25 feriti, tra cui sei bambini (il più piccolo di soli tre mesi).
I raid hanno causato danni significativi alle infrastrutture civili della città, colpendo un centro medico privato, edifici residenziali, un asilo e diversi veicoli, con i servizi di emergenza impegnati sul posto per prestare soccorso e stimare la reale entità delle distruzioni.
Sullo sfondo dei combattimenti si aprono importanti scenari diplomatici negli Stati Uniti. Il presidente ucraino Volodymyr Zelensky incontrerà il presidente Usa Donald Trump la prossima settimana a Washington, a margine della sua partecipazione ai funerali del senatore statunitense Lindsey Graham. La notizia è stata diffusa dall’emittente ucraina Suspilne, che cita fonti diplomatiche.
Le esequie di Graham si terranno il 28 luglio presso la Cattedrale Nazionale di Washington. Il senatore, storicamente considerato un fedele alleato sia dell’Ucraina sia del presidente Trump, è deceduto improvvisamente l’11 luglio al ritorno da un viaggio a Kiev, poco dopo aver annunciato il raggiungimento di un accordo con la Casa Bianca sul tanto atteso disegno di legge riguardante le sanzioni contro la Russia.