WASHINGTON – Re Carlo III e la regina Camilla sono stati ricevuti alla Casa Bianca dal presidente Donald Trump e dalla First Lady Melania, dando ufficialmente il via a una visita di Stato che si preannuncia delicata sul piano diplomatico.
L’accoglienza si è svolta sotto il sole di Washington, con strette di mano e sorrisi davanti al South Portico. Melania Trump, vestita con un completo giallo, ha salutato i sovrani con baci sulle guance, mentre Camilla indossava una spilla Cartier con le bandiere di Regno Unito e Stati Uniti.
Dietro le immagini ufficiali, però, il contesto è più complesso. I rapporti tra Londra e Washington attraversano una fase difficile a causa del conflitto in Iran, su cui il governo britannico ha mantenuto una linea diversa rispetto a quella americana.
La visita, inizialmente pensata per celebrare i 250 anni dall’indipendenza degli Stati Uniti, si è trasformata in un test diplomatico. Trump ha criticato apertamente il primo ministro Keir Starmer per la sua posizione sulla guerra, definendolo inadeguato rispetto a figure storiche come Winston Churchill.
Nonostante le divergenze, il presidente americano ha espresso fiducia nel ruolo del sovrano britannico, sostenendo che la sua presenza possa contribuire a rafforzare i legami tra i due Paesi.
Il programma prevede incontri istituzionali e momenti simbolici. Dopo un tè privato alla Casa Bianca, è prevista una cena di Stato e un incontro nello Studio Ovale. Carlo diventerà inoltre il primo monarca britannico dai tempi di Elisabetta II a intervenire davanti al Congresso.
La visita si svolge anche in un contesto di sicurezza rafforzata, dopo la sparatoria avvenuta durante la cena dei corrispondenti alla Casa Bianca, a cui Trump aveva partecipato. L’episodio ha portato all’impiego di misure ancora più rigide per l’intero tour.
Nei prossimi giorni, i reali visiteranno New York, con una tappa al memoriale dell’11 settembre, prima di proseguire verso le Bermuda.
Per Carlo III, 77 anni, si tratta anche di una prova personale. Negli ultimi anni ha affrontato problemi di salute, ma resta al centro di un equilibrio diplomatico complesso.
Il viaggio si muove quindi su un doppio binario: da un lato la celebrazione di un rapporto storico, dall’altro la necessità di gestire divergenze politiche sempre più evidenti.