CAGLIARI-ATALANTA 3-2

CAGLIARI (4-3-2-1): Caprile 8; Ze Pedro 6, Mina 7, Rodriguez 6 (28’ st Dossena sv), Obert 7; Adopo 7, Gaetano 6.5, Deiola 6 (11’ st I. Sulemana 6); Folorunsho 7, Esposito 6.5 (11’ st Palestra 5.5); Mendy 7.5 (1’ st Borrelli 7, 32’ st Belotti 5.5). All. Pisacane 6.5

ATALANTA (3-4-2-1): Carnesecchi 6.5; Scalvini 6.5, Djimsiti 5.5, Kolasinac 6 (28’ st Kossounou sv); Bellanova 6 (11’ st Zalewski 6), De Roon 6 (28’ st Ederson 6), Pasalic 6, Zappacosta 5.5 (11’ st Krstovic 6); De Ketelaere 5 (32’ st Samardzic sv), Raspadori 5; Scamacca 7.5. All. Palladino 5.5

ARBITRO: Sacchi di Macerata 6

RETI: 1’ pt Mendy, 8’ pt Mendy, 40’ pt Scamacca, 45’ pt Scamacca

2’ st Borrelli

NOTE: angoli 6-4 per l’Atalanta; recupero 6’ e 7’

CAGLIARI - Fuochi d’artificio alla Unipol Domus, dove il Cagliari s’impone per 3-2 sull’Atalanta e vede il traguardo salvezza sempre più vicino. Sono una doppietta del baby Mendy, una rete di Borrelli e le parate di Caprile a mettere il sigillo sul risultato.

Il match si sblocca in favore dei sardi dopo soli 17”. Adopo pennella un bel cross dalla destra e Mendy, alla prima da titolare in serie A, s’inserisce bene di testa e infila Carnesecchi per l’1-0. Il giovane senegalese è in gran forma e all’8’ trova addirittura la doppietta. Un corner dalla destra viene raccolto da Deiola, il quale ci prova al volo trovando l’opposizione di Carnesecchi ma Mendy è il più lesto di tutti a mettere dentro, sfruttando una deviazione di Djimsiti. I rossoblù sembrano in controllo, ma al 40’ sono gli ospiti ad andare a segno e a riaprire i conti. Una palla vagante in area viene raccolta da Scamacca, il quale indovina un destro a giro dolcissimo nell’angolino che lascia di sasso Caprile. I padroni di casa accusano il colpo e allo scadere subiscono il 2-2. Bellanova allarga per Scalvini, il quale mette un rasoterra al centro sul quale piomba ancora Scamacca, abile ad anticipare il diretto marcatore e a trafiggere Caprile per la seconda volta. In pieno recupero, Mendy si procura un guaio muscolare e viene sostituito durante l’intervallo. Si va al riposo in parità.

La ripresa si accende subito e, dopo nemmeno 2’, gli isolani tornano avanti. Folorunsho sfonda centralmente e va al tiro, trovando un provvidenziale salvataggio di Kolasinac. Sulla palla vagante, il primo a intervenire è però il neo entrato Borrelli, che batte Carnesecchi per il 3-2. L’autore della rete si fa male al 32’ e, proprio come Mendy, è costretto a lasciare il campo. Al suo posto c’è il rientrante Belotti, che pochi istanti dopo si trova a tu per tu con Carnesecchi sfruttando un buco difensivo, ma il portiere non si fa dribblare e salva tutto. Al 35’, Pasalic prova a pescare il jolly con una mezza rovesciata che però si spegne a lato di poco. I bergamaschi attaccano e 1’ dopo si presentano davanti a Caprile alla fine di un’azione tutta di prima, ma l’estremo difensore compie un miracolo su un destro a botta sicura di Krstovic. Il portiere ex Empoli è ancora decisivo al 44’, quando salva in tuffo un’incornata di Scamacca. In pieno recupero, si ripeterà poi su un destro di Raspadori salvando definitivamente il risultato. Il Cagliari vince e vola così a +8 sulla zona retrocessione, mentre l’Atalanta scivola a -7 dal sesto posto occupato dalla Roma.

“In quell’abbraccio a fine partita con Mendy c’è la vita di un ragazzo in panchina che attraverso il calcio ha ribaltato il proprio destino. C’è purezza. Lo scorso anno, in Primavera non giocava. Quando è venuto qui in prova, non pensavo potesse diventare questo calciatore. Merito anche di chi lo ha allenato nelle giovanili. È un ragazzo che ho fatto meno fatica a scegliere. Io sono giovane e se la società mi ha scelto per questa missione è perché credo nei giovani”. Queste le parole di Fabio Pisacane. “Per un neofita come me, creare connessioni è la parte più importante di questo sport. Sono entrato in punta di piedi. Alcuni dei ragazzi sentivano la mia voce come compagno fino a poco fa - aggiunge il tecnico rossoblù -. Se si alza la voce, bisogna stare attenti perché ci può essere un rifiuto dall’altra parte. Se la squadra ha saputo reagire nei momenti chiave è perché ho forse fatto più cose giuste che sbagliate. Mendy arriva dall’altra parte del mondo. Ha un potenziale importantissimo e deve rimanere in campana, perché il calcio illude. Ci parlerò e gli farò capire che la strada è ancora lunga. Questa vittoria la dedico al popolo rossoblù, a mia moglie e ai miei figli. Garantirò sempre il massimo impegno. Sono molto coinvolto dal punto di vista emotivo e cerco di trasferire certi valori ai giocatori”.

“Abbiamo preso gol nello spogliatoio. Iniziare così ti taglia le gambe. Non siamo riusciti a recuperare le energie mentali dopo la sconfitta in Coppa Italia. Mi spiace. Speravo che questi giocatori e uomini riuscissero a svoltare. Purtroppo non ci siamo riusciti e ci spiace tanto, soprattutto per i tifosi. Chiediamo scusa a loro. Volevamo tenere ancora viva la speranza europea e purtroppo non ci siamo riusciti”. Così Raffaele Palladino. “Scamacca e Krstovic insieme è una soluzione che ci può stare in determinate partite. Si sono mossi bene in avanti. Bisognava essere più cinici nella conclusione finale - aggiunge il tecnico nerazzurro -. Loro hanno sfruttato le prime due occasioni concesse e poi c’è stata un’ottima reazione. L’abbiamo pareggiata con orgoglio. Il terzo gol era molto leggibile, è stato sciocco prenderlo così. Dopo, loro si sono messi tutti dietro. Caprile è stato il migliore in campo. C’è tanto dispiacere. Da quando sono arrivato abbiamo fatto una grande scalata, eravamo tredicesimi. Il percorso è stato fatto. In questi ultimi cinque mesi ho chiesto tanto ai ragazzi, abbiamo speso tante energie fisiche. Siamo arrivati un po’ corti come energie, soprattutto mentali. Contro la Lazio è arrivata una bella botta. Sto bene all’Atalanta. Non sono legato a soldi e contratti. Cerco di essere ambizioso e voglio fare il massimo per questa società fino a fine stagione”.