CANBERRA – L’Australia acquisterà quasi 50 nuovi sistemi lanciarazzi HIMARS di produzione americana, rafforzando in modo rilevante la propria capacità di attacco a lungo raggio in un contesto internazionale sempre più instabile.

Il governo federale ha confermato la selezione del sistema sviluppato da Lockheed Martin, preferito ad alternative proposte da Kongsberg Defence Australia e Thales Australia. Il pacchetto, del valore di 2,3 miliardi di dollari distribuiti su un decennio, comprende 48 lanciatori, la creazione di un secondo reggimento dedicato e l’integrazione di missili di precisione.

Il nuovo sistema sarà equipaggiato con il Precision Strike Missile, sviluppato congiuntamente da Australia e Stati Uniti, che nella sua versione di prossima generazione dovrebbe superare i mille chilometri di gittata. Una capacità nettamente superiore rispetto alle opzioni concorrenti, ferme a circa 300 chilometri.

I lanciatori HIMARS sono già stati utilizzati in esercitazioni congiunte, tra queste Talisman Sabre 25, dove un missile di precisione è stato messo alla prova con due anni di anticipo rispetto al calendario previsto. Gli stessi sistemi sono attualmente impiegati dalle forze statunitensi nel conflitto in Medio Oriente.

Proprio questo utilizzo operativo solleva interrogativi sulla disponibilità delle forniture. Alcuni analisti temono che la domanda interna americana, legata alle operazioni militari, possa limitare la capacità di esportazione verso partner come l’Australia.

Il ministro della Difesa Richard Marles ha definito l’investimento “decisivo” per l’adeguamento delle forze armate alle nuove esigenze strategiche. “Rafforza la nostra capacità di deterrenza e contribuisce alla sicurezza nazionale”, ha dichiarato.

La scelta si inserisce nel quadro della National Defence Strategy 2026, che individua nelle capacità di attacco a lungo raggio un elemento chiave per la difesa del territorio e la proiezione militare.

Parallelamente, il governo punta a sviluppare una filiera industriale locale. Il ministro per l’Industria della Difesa Pat Conroy ha sottolineato che l’iniziativa potrebbe aprire nuove opportunità per la produzione di missili di precisione in Australia.

Nel complesso, Canberra prevede di destinare fino a 37 miliardi di dollari nei prossimi dieci anni a sistemi di targeting e capacità di attacco avanzate. Una traiettoria che riflette un cambio di passo nella postura difensiva del Paese, sempre più orientata a scenari ad alta intensità.