WASHINGTON – Il presidente americano Donald Trump ha giudicato insoddisfacente l’ultima proposta avanzata dall’Iran per porre fine al conflitto, evidenziando come il piano non affronti il nodo centrale del programma nucleare.
Secondo un funzionario statunitense, il presidente “non è convinto” dalla proposta, che è stata discussa nel corso di una riunione con i principali consiglieri per la sicurezza nazionale. Il conflitto resta in una fase di stallo, mentre le forniture energetiche dalla regione continuano a risentirne.
Il piano iraniano, secondo fonti di Teheran, prevede un percorso graduale: prima la cessazione delle ostilità e la risoluzione delle tensioni sul traffico marittimo nel Golfo, poi l’apertura di un confronto sul nucleare. Una sequenza che Washington rifiuta, insistendo sulla necessità di affrontare subito il tema più sensibile.
I contatti diplomatici non si sono interrotti. Il Pakistan, coinvolto come mediatore, conferma che il dialogo prosegue a distanza. Tuttavia, le prospettive di un incontro diretto si sono indebolite dopo la cancellazione di una missione a Islamabad degli emissari americani Steve Witkoff e Jared Kushner.
Il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araqchi ha continuato le consultazioni internazionali, con tappe in Oman e in Russia, dove ha incontrato il presidente Vladimir Putin. Mosca ha ribadito il proprio sostegno a Teheran.
Secondo fonti iraniane, la proposta prevede più fasi: in primo luogo la fine della guerra e garanzie contro una sua ripresa, quindi la soluzione del blocco navale statunitense e il futuro dello Stretto di Hormuz. Solo successivamente verrebbero affrontate le questioni nucleari, con l’Iran che continua a chiedere il riconoscimento del diritto all’arricchimento dell’uranio per fini civili.
Teheran ha inoltre accusato gli Stati Uniti di “pirateria” per le operazioni navali contro petroliere iraniane sottoposte a sanzioni.
Nel frattempo, il prezzo del petrolio ha ripreso a salire, raggiungendo i livelli più alti delle ultime due settimane, segno della persistente incertezza.
A complicare il quadro contribuisce anche la situazione in Libano, dove gli scontri tra Israele e Hezbollah si sono intensificati nonostante una tregua fragile. L’Iran ha chiarito che non parteciperà a negoziati più ampi senza un cessate il fuoco effettivo anche su quel fronte.
Le posizioni restano distanti e, per ora, senza segnali concreti di svolta.