WASHINGTON – Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha indicato l’ex deputato Repubblicano David Brat come prossimo ambasciatore in Australia, ponendo fine a oltre un anno di vuoto della posizione diplomatica.
La nomina, però, non è ancora definitiva: dovrà essere approvata dal Senato prima che Brat possa assumere ufficialmente l’incarico. Se confermato, succederà a Caroline Kennedy, nominata durante l’amministrazione Biden e uscita dal ruolo nel 2024.
Nel frattempo, l’ambasciata statunitense a Canberra è stata guidata dalla diplomatica di carriera Erika Olson, in qualità di chargé d’affaires.
Brat, ex rappresentante del settimo distretto della Virginia, è una figura nota nell’area conservatrice del Partito repubblicano. Salì alla ribalta nel 2014 quando sconfisse a sorpresa il leader della maggioranza alla Camera Eric Cantor nelle primarie Repubblicane, in una delle vittorie più inattese di quel ciclo elettorale.
Eletto al Congresso nello stesso anno, ha ricoperto due mandati prima di perdere il seggio nel 2018 contro la Democratica Abigail Spanberger, oggi governatrice della Virginia. Economista di formazione, Brat ha conseguito un dottorato e ha insegnato in ambito accademico, per poi assumere ruoli dirigenziali presso la Liberty University.
La decisione di Trump segnala il ritorno a una nomina politica per un incarico considerato strategico nei rapporti tra Stati Uniti e Australia, partner chiave nella regione Indo-Pacifico. Durante il suo primo mandato, il presidente aveva lasciato la posizione vacante per un periodo prolungato prima di nominare Arthur Culvahouse nel 2019.
Secondo quanto riferito in precedenza dallo stesso Trump, nella scelta avrebbe pesato anche la possibilità di individuare una figura in grado di mantenere un buon rapporto personale con il primo ministro Anthony Albanese.
La conferma di Brat consentirebbe agli Stati Uniti di ristabilire una presenza diplomatica pienamente operativa a Canberra in una fase segnata da tensioni geopolitiche e da una crescente attenzione verso la regione.
Il passaggio al Senato sarà ora determinante per definire tempi e modalità dell’insediamento.