CANBERRA – La Coalizione ha presentato un piano per portare le riserve di carburante dell’Australia a 60 giorni, più del doppio dei livelli minimi attuali, nel tentativo di potenziare la sicurezza energetica del Paese.
Il progetto, annunciato dal leader dell’opposizione Angus Taylor insieme al leader dei Nazionali Matt Canavan, prevede la creazione di un fondo da 800 milioni di dollari destinato alla costruzione di nuove capacità di stoccaggio sul territorio nazionale. L’obiettivo è aggiungere almeno un miliardo di litri di riserve, con particolare attenzione al gasolio.
Secondo Taylor, il piano potrebbe essere adottato “senza ritardi” dal governo Albanese, sottolineando come l’interruzione delle forniture rappresenterebbe un rischio immediato per l’economia. “Serve più carburante disponibile, più infrastrutture e un Paese in grado di reggersi sulle proprie gambe”, ha dichiarato.
La proposta include anche l’innalzamento degli obblighi minimi di scorte per gli importatori. Al momento, il sistema prevede circa 27 giorni di riserve per benzina e carburante per aviazione e 32 giorni per il gasolio. La Coalizione intende portare questa soglia a 60 giorni, trasformando i livelli attuali in una base minima più elevata.
Secondo le stime dell’opposizione, l’impatto sui prezzi alla pompa sarebbe limitato, nell’ordine di circa un centesimo al litro. Un costo definito “una forma di assicurazione” contro shock futuri, in grado di evitare danni economici più ampi in caso di crisi.
Il piano richiederebbe agli operatori del settore di ampliare le infrastrutture di stoccaggio e aumentare le scorte disponibili, con un sostegno pubblico per attenuare l’impatto finanziario dell’operazione.
Canavan ha insistito sulla necessità di ridurre la dipendenza dalle catene di approvvigionamento internazionali, sempre più esposte a interruzioni improvvise. “Non possiamo continuare a sperare che tutto vada bene. Dobbiamo prepararci”, ha affermato.
Il tema si inserisce nel quadro degli obblighi internazionali: i Paesi membri dell’Agenzia internazionale dell’energia devono mantenere riserve equivalenti a 90 giorni di importazioni. A metà aprile, l’Australia si attestava a circa 49 giorni, includendo anche scorte detenute all’estero.
La pressione sui mercati è aumentata con il conflitto in Medio Oriente, che ha colpito le principali rotte marittime e ridotto i flussi energetici globali. In questo scenario, la sicurezza delle forniture torna al centro del confronto politico interno.