SEOUL – La Corea del Sud farà partire questo fine settimana una nave portacontainer diretta in Europa attraverso l’Artico, in un test commerciale che potrebbe aprire una nuova rotta tra Asia ed Europa ma che rischia anche di creare attriti con alcuni alleati occidentali.
La PanStar Acro salperà da Busan e farà scalo a Felixstowe, nel Regno Unito, Rotterdam, nei Paesi Bassi, e Gdansk, in Polonia, prima di rientrare. Il viaggio dovrebbe durare tra 40 e 45 giorni.
Se completata con successo, sarà la prima traversata commerciale sudcoreana verso l’Europa lungo la Northern Sea Route e collocherà Seoul accanto a Cina e Russia tra i pochi Paesi che hanno sperimentato servizi cargo lungo questo percorso.
Il progetto nasce dalla progressiva riduzione dei ghiacci artici durante i mesi più caldi. Secondo PanStar, settembre rappresenta il periodo più favorevole perché l’estensione del ghiaccio marino raggiunge il minimo annuale e consente una navigazione relativamente più agevole.
Il presidente Lee Jae Myung ha inserito lo sviluppo della rotta artica tra le priorità marittime del governo. L’obiettivo è trasformare Busan in uno dei principali nodi mondiali della logistica e arrivare entro il 2030 a un servizio commerciale regolare.
Il ministero degli Oceani sudcoreano sostiene che il percorso artico possa ridurre la distanza di viaggio fino al 35 per cento rispetto alla rotta tradizionale attraverso il Canale di Suez, diminuendo anche il consumo di carburante.
La convenienza economica resta però tutta da dimostrare.
Hyewon Choi, ex ufficiale della marina e autore di uno studio pubblicato su Ocean Policy Research, ha osservato che i costi possono aumentare a causa dei limiti alle dimensioni delle navi, dei premi assicurativi più elevati e della possibilità di utilizzare la rotta soltanto per pochi mesi l’anno.
“Non possiamo usare la Northern Sea Route tutto l’anno”, ha spiegato, ricordando che per le portacontainer la navigazione è possibile essenzialmente durante i tre mesi estivi nei quali i ghiacci si ritirano maggiormente.
PanStar, scelta attraverso una gara sostenuta dal governo per realizzare il viaggio pilota, ha acquistato dalla compagnia HMM una portacontainer da 2.700 TEU, ora modificata per la navigazione polare. A bordo viaggerà un equipaggio di 20 persone, tra sudcoreani e indonesiani.
La società punta a raccogliere almeno 1.300 TEU di merci, tra componenti automobilistici, prodotti alimentari e cosmetici, oltre a carichi provenienti da Cina e Giappone.
La principale difficoltà politica deriva però dalla necessità di collaborare con la Russia. Seoul ha dovuto consultare Mosca e richiedere autorizzazioni per attraversare il percorso che costeggia il territorio russo.
Alcuni diplomatici europei hanno espresso contrarietà, osservando che l’obiettivo occidentale resta quello di isolare la Russia dopo la guerra in Ucraina.
Esperti di navigazione artica hanno inoltre avvertito che potrebbero emergere problemi legati alle sanzioni qualora la nave avesse bisogno dell’assistenza russa, per esempio nel caso in cui restasse bloccata dai ghiacci.
Il traffico lungo il percorso è comunque in crescita. Secondo il Centre for High North Logistics norvegese, nel 2025 sono state registrate 103 traversate effettuate da 88 navi, contro 97 nel 2024 e 43 nel 2022, con Russia e Cina protagoniste principali.
Pechino si sta già muovendo per conquistare un vantaggio iniziale. La compagnia cinese Sea Legend Shipping intende avviare il primo servizio regolare di container verso l’Europa lungo la Northern Sea Route.
Per Seoul, il viaggio della PanStar Acro serve quindi anche ad accumulare esperienza operativa e dati prima che la competizione diventi più serrata.