MOSCA - La Russia va alle urne da oggi, venerdì 18 settembre, fino a domenica 20 settembre per il rinnovo dei 450 seggi della Duma di Stato (la camera bassa del parlamento) e per l’elezione di diversi governatori e assemblee locali. Le operazioni di voto si sono aperte al suono dell’inno nazionale nella penisola di Kamčatka e in Čukotka, sul Pacifico, prime tra le undici zone orarie del Paese, e si concluderanno domenica alle ore 18:00.  Seggi aperti anche in Crimea e nei territori occupati dell’Ucraina annessi da Mosca: Donbass, Kherson e Zaporizhzhia.  

Come confermato dalla Commissione elettorale della città di Mosca, tutti i 1.443 seggi della capitale hanno aperto regolarmente, mentre secondo il portale per il voto elettronico a distanza citato da Ria Novosti, oltre un milione di cittadini ha già espresso la propria preferenza online.  

In un contesto privo di candidati indipendenti, competizione reale e osservatori neutrali in grado di verificare la regolarità delle schede o dei sistemi digitali, la consultazione si trasformerà con ogni probabilità nell’ennesima conferma del potere di Vladimir Putin. La formula del voto dilazionato su tre giorni consecutivi, ormai standardizzata dal Cremlino, viene impiegata per facilitare l’affluenza dei 111 milioni di aventi diritto, sia fisica sia tramite il sistema di voto elettronico esteso a gran parte delle regioni. 

Si tratta delle prime elezioni parlamentari dall’invasione su vasta scala dell’Ucraina nel 2022 e la consultazione determinerà la distribuzione di 20.700 seggi e cariche direttive. Il sistema elettorale prevede l’assegnazione di metà dei 450 seggi della Duma tramite liste proporzionali di partito e l’altra metà attraverso collegi uninominali con candidati singoli.  

Russia Unita, il partito di Putin che controlla il parlamento da 23 anni, blinderà la maggioranza costituzionale uscente, affiancata da una manciata di forze minori “dell’opposizione sistemica” (Partito Comunista, Liberaldemocratici, Russia Giusta e Nuova Gente) che votano regolarmente in sintonia con il governo sulle questioni chiave.  

Nel suo messaggio alla nazione trasmesso sulle televisioni di Stato, Putin ha cercato di mobilitare un elettorato visibilmente apatico, facendo leva sul sentimento patriottico per legittimare le operazioni militari sul fronte ucraino: “La vostra scelta e la vostra determinazione dimostreranno ancora una volta che milioni di persone sono al fianco dei nostri combattenti, che siamo un popolo unito, legato da valori condivisi, memoria storica e amore per la Madrepatria”.  

Gli esperti ipotizzano che questo appello alla coesione possa fare da apripista a un nuovo provvedimento di mobilitazione militare. Il voto si svolge mentre il conflitto si insinua sempre più nella vita quotidiana dei cittadini russi: durante l’estate, sciami di droni ucraini hanno colpito raffinerie petrolifere, fabbriche e centri logistici nella Federazione, aumentando l’ansia della popolazione per l’andamento dei combattimenti. 

Nonostante le forze di opposizione all’estero e i pacifisti abbiano invitato i cittadini a recarsi ai seggi per invalidare le schede, la risposta della popolazione rimane gelida. Secondo i dati del centro di ricerca indipendente Levada, appena il 28% dei cittadini intendeva partecipare, mentre il 66% ignorava le date della consultazione. Tra gli astenuti, il 41% ritiene il proprio voto irrilevante e il 24% denuncia la mancanza di garanzie democratiche. L’assenza di interesse ha contagiato gli stessi protagonisti: a Rjazan’, la tv pubblica Rossija 1 è stata costretta ad annullare per due giorni consecutivi i dibattiti elettorali poiché nessun candidato si è presentato in studio.  

La progressiva contrazione degli spazi democratici si inserisce in un processo in atto da anni. Come osservato dalla politologa Ekaterina Schulmann, l’offerta elettorale si è drasticamente ridotta: nell’ultimo decennio i partiti riconosciuti sono passati da 75 a 17, è stato reintrodotto l’obbligo di raccogliere 200mila firme per le forze non rappresentate nel parlamento uscente e le candidature presentate hanno registrato un crollo del 20% dal 2022 a oggi.