KIEV - Sul fronte orientale e lungo i confini della Nato le tensioni continuano a salire, tra nuovi piani d’attacco, timori di un’escalation ed esercitazioni civili di emergenza.
Il presidente ucraino Volodymyr Zelensky ha annunciato su X che l’Ucraina “sta preparando nuove operazioni a lungo raggio” contro la Russia, a seguito di un rapporto dettagliato ricevuto dal comandante in capo delle Forze Armate, Mykhailo Drapatyi. “I test degli intercettori contro i caccia Shahed a reazione hanno prodotto un altro risultato positivo: l’abbattimento di un aereo nemico”, ha spiegato Zelensky, confermando che Kiev intende intensificare queste manovre: “Stiamo trovando risposte alle minacce russe e creando i nostri mezzi ucraini per esercitare pressione sul nemico”.
Rilanciando alcuni estratti di un’intervista rilasciata all’emittente giapponese NHK, il leader ucraino ha espresso profonda preoccupazione per il coinvolgimento delle truppe di Pyongyang, definendolo un “grosso problema, ancora di più per la sicurezza del Pacifico”. Zelensky ha evidenziato che “la Corea del Nord ha inviato in Russia tra i 30mila e i 50mila soldati. La Russia ha permesso loro di acquisire esperienza di guerra reale e di addestrarsi. Non in un simulatore digitale, ma nella vita reale”, precisando inoltre che per Pyongyang “non è stato costoso. Avrebbero potuto farlo solo qui: schierarsi, imparare e tornare indietro. Senza subire perdite significative, se non quando hanno deciso di combatterci direttamente durante l’operazione Kursk. Così hanno poi deciso di non addentrarsi nel territorio ucraino per evitare perdite ingenti. Ma imparano, lavorano con i droni e gli operatori di droni, si addestrano con loro”.
Sul versante opposto, la retorica di Mosca si alza ulteriormente. Il ministro degli Esteri russo Sergey Lavrov ha accusato che “i Paesi occidentali si stanno attivamente preparando a una guerra contro Mosca, diffondendo il mito di una presunta minaccia russa”. Secondo Lavrov, “oggi, le élite al potere nella maggior parte dei paesi occidentali cercano di diffondere il mito di una minaccia proveniente dalla Russia, mentre si preparano attivamente a una guerra contro di noi. Ci accusano anche di minare i valori europei, ma noi sappiamo bene quali siano questi valori”.
Tali principi, ha affondato il ministro, significano che “l’Europa è ancora una volta pronta a sostenere il nazismo”, riferendosi a “coloro che condividono queste idee naziste e le mettono effettivamente in pratica nei loro paesi, mettendo al bando una lingua, una cultura e un’istruzione”.
Il clima di insicurezza tocca da vicino anche i Paesi baltici. La Lituania ha predisposto un piano di evacuazione per i residenti della capitale Vilnius in caso di minaccia militare o grave crisi. Come riportato da RBC-Ucraina citando la radio lituana Rollskieradio, una delle tre principali vie di fuga previste condurrà al confine con la Polonia.
Žygimantas Soloviovas, rappresentante del Dipartimento di Protezione Civile del Comune di Vilnius, ha confermato che “la Polonia dovrebbe essere una delle destinazioni per l’evacuazione dalla capitale”. Le autorità del Voivodato di Podlaskie stanno già allestendo la regione per fungere da corridoio di transito, con un ordine di evacuazione che dipenderà dalla posizione e dall’entità della minaccia; gli altri percorsi previsti punteranno verso il nord e l’ovest del Paese.
A riprova della fragilità dell’area, nel pomeriggio di ieri due caccia Eurofighter italiani, schierati a Šiauliai nell’ambito della missione di difesa aerea della Nato, sono decollati d’urgenza in modalità scramble per intercettare due jet russi che avevano violato lo spazio aereo lituano. L’operazione è stata coordinata dal Centro operazioni aeree combinate della Nato a Uedem, in Germania.
Commentando l’aumento della conflittualità durante la sua visita al primo ministro norvegese Jonas Gahr Støre presso la Government Guest House di Oslo, la premier italiana Giorgia Meloni ha lanciato un invito alla cautela rivolto a Bruxelles e ai partner europei: “Le provocazioni da parte di Mosca si stanno moltiplicando perché Putin ha bisogno di spostare l’attenzione cercando un’escalation con l’Europa da una situazione sul campo della guerra che non sta andando come Putin aveva promesso”. Di conseguenza, ha sottolineato la premier, “dobbiamo chiederci a chi conviene un’escalation e agire di conseguenza, non bisogna reagire alle provocazioni, andrebbe più a vantaggio della Russia che dell’Europa”.