KIEV - La capitale ucraina torna sotto il fuoco dei droni russi. Un attacco condotto nella notte ha colpito un edificio residenziale nel quartiere di Darnytskyi, centrando il palazzo tra il 24° e il 25° piano: il bilancio confermato dalla Procura della città di Kiev è di un morto e due feriti. Parallelamente, il ministero della Difesa russo ha dichiarato di aver danneggiato un ponte stradale e ferroviario sul fiume Dnipro, arteria usata per gli spostamenti delle truppe e la logistica dei rifornimenti militari destinati al fronte del Donbass. In una nota ufficiale, Mosca ha rivendicato l’azione spiegando che “le forze armate russe continuano a colpire infrastrutture portuali ed energetiche ucraine, nonché navi impiegate nell’interesse delle forze armate ucraine”.
Gli attacchi segnano l’inizio di una campagna russa ancora più intensa contro la rete elettrica del Paese, lanciata prima dell’arrivo del grande freddo invernale. Come ricostruito dal New York Times, missili e droni si sono abbattuti su una grande centrale termoelettrica e su altri impianti energetici, lasciando diversi quartieri della capitale privi di luce e acqua. Secondo le autorità ucraine, l’obiettivo di Mosca è provocare il collasso del sistema energetico per paralizzare lo sforzo bellico e piegare il morale della popolazione, facendo leva su un vasto arsenale di droni a reazione e missili balistici.
La portata dei piani russi è stata illustrata due settimane fa a Parigi dal ministro dell’Energia ucraino Denys Shmyhal. Mostrando ai partner europei un documento d’intelligence intercettato (di cui il quotidiano statunitense ha ottenuto una copia), Shmyhal ha evidenziato una strategia sistematica progettata per colpire sottostazioni elettriche, centrali idroelettriche e impianti termici con un impiego massiccio fino a 1.000 tra missili, droni e bombe.
Sul fronte della difesa, l’Ucraina ha annunciato l’impiego per la prima volta in combattimento del missile balistico tattico FP-7. Il presidente Volodymyr Zelensky ha celebrato l’evento sui social: “Primo utilizzo in combattimento. Grazie per il risultato. Prossimo passo: la produzione”.
Senza fornire dettagli sul luogo o sulle modalità dell’impiego, la società produttrice Fire Point ha chiarito che l’ordigno è in fase di sviluppo come intercettore balistico all’interno del programma europeo Freyja. Sviluppato con una gittata di circa 200 chilometri, l’FP-7 viene paragonato dagli analisti militari al sistema statunitense ATACMS, pur risultando molto più economico, e rappresenta un tassello cruciale nei tentativi di Kiev di colmare il divario di produzione bellica con la Russia.
Sul piano internazionale si registra invece una dura spaccatura tra l’Ucraina e la Corea del Sud. Il presidente sudcoreano Lee Jae-myung ha minacciato di adottare provvedimenti contro Kiev se il governo ucraino non ammetterà di aver violato gli accordi di riservatezza sul trasferimento di due soldati nordcoreani, catturati mentre combattevano nelle file dell’esercito russo.
Intervenendo via social, il leader di Seul è stato perentorio: “Se il rifiuto di riconoscere i fatti e di chiedere scusa continuerà, prenderemo ulteriori provvedimenti”. La controversia è esplosa dopo che Zelensky ha reso noto il trasferimento dei prigionieri dal podio dell’Assemblea Generale delle Nazioni Unite, smentendo l’esistenza di un patto di segretezza stipulato tra i due Paesi.