ROMA - Il centrosinistra si prepara a rilanciare il progetto unitario con una manifestazione nazionale in programma l’8 luglio a Napoli. Dopo la foto di gruppo diffusa a metà giugno sui social, il Campo largo torna a mostrarsi compatto, questa volta in piazza del Gesù, dove saliranno sul palco la segretaria del Pd, Elly Schlein, il presidente del M5s, Giuseppe Conte, e i leader di Alleanza Verdi e Sinistra, Angelo Bonelli e Nicola Fratoianni. Con loro anche il sindaco di Napoli, Gaetano Manfredi, e il presidente della Campania, Roberto Fico, chiamati a rappresentare l’esperienza di governo della coalizione sul territorio.
Lo slogan scelto, ‘Al lavoro per cambiare l’Italia’, sintetizza l’obiettivo dell’iniziativa: mettere in evidenza il percorso comune già avviato e rilanciare la costruzione di un’alternativa al centrodestra. La manifestazione inaugurerà un ciclo di appuntamenti che proseguirà il 15 luglio, con ogni probabilità a Padova, nel tentativo di consolidare un progetto politico nazionale.
L’alleanza tra Pd, Movimento 5 Stelle e Avs appare ormai stabile, ma resta ancora incompleta. Il nodo principale riguarda la cosiddetta ‘gamba di centro’, cioè il coinvolgimento delle forze moderate. Le prime tensioni non sono mancate. Ha suscitato perplessità, ad esempio, la decisione di Italia Viva di organizzare proprio l’8 luglio una raccolta firme per reintrodurre le preferenze nella legge elettorale.
Un’iniziativa che nel Pd è stata letta come un segnale poco favorevole al percorso unitario. Il confronto tra le diverse anime del centrosinistra è comunque rinviato a settembre, quando dovrebbe aprirsi il tavolo politico destinato a definire il perimetro della futura coalizione.
Parallelamente prosegue anche la riflessione sull’identità del progetto comune, a partire dal nome. L’espressione ‘Campo largo’, pur essendo ormai entrata nel linguaggio politico, non ha mai convinto del tutto gli alleati. Conte ha proposto di sostituirla con ‘Alleanza per la Costituzione e la democrazia’, richiamando i valori costituzionali come fondamento dell’intesa.
Bonelli ha avanzato invece formule alternative come ‘Alleanza per la pace e il lavoro’ o ‘Alleanza per la pace e l’ambiente’, sottolineando però che la denominazione rappresenta un tema secondario rispetto alla definizione del programma. Anche Schlein ha più volte ribadito che il vero collante della coalizione sarà il contenuto delle proposte, a partire dal lavoro, dai diritti e dalla difesa della Costituzione.
Sul fronte centrista, il cantiere resta aperto. Alessandro Onorato, con Progetto Civico, guarda con interesse al percorso unitario e lavora a un coordinamento con altre realtà moderate, tra cui Più Uno di Ernesto Maria Ruffini e il Psi. Restano invece più prudenti altre forze, mentre non mancano polemiche interne sulle modalità di costruzione dell’area di centro.
A sinistra, intanto, prende corpo un’altra possibile incognita. Alessandro Di Battista, fuori dal M5s da anni, valuta la nascita di una propria formazione politica.
Attraverso l’associazione ‘Schierarsi’ ha lasciato intendere di voler misurare il consenso sul territorio in vista delle elezioni politiche del 2027, escludendo però qualsiasi alleanza con il centrosinistra. Per l’ex deputato, infatti, né il bipolarismo né l’attuale coalizione guidata da Pd e M5s sarebbero in grado di rappresentare un cambiamento radicale.