CANBERRA – La legge australiana sull’obbligo di tutela digitale appare avviata all’approvazione dopo che il governo Laburista ha rinunciato alla clausola che avrebbe consentito a un ministro di vietare ulteriori categorie di contenuti online.

Il provvedimento, che sarà tra quelli esaminati oggi alla ripresa dei lavori parlamentari, permetterà agli australiani di scegliere di non essere sottoposti agli algoritmi utilizzati dalle piattaforme social per selezionare e raccomandare contenuti.

Le nuove norme imporranno inoltre alle aziende del settore maggiori responsabilità nella protezione degli utenti sotto i 18 anni, con particolare riferimento a pornografia, bullismo e materiali che esaltano attività criminali.

La Coalizione aveva accusato il governo di voler introdurre una forma di censura politica, mentre il nuovo leader federale dei Verdi, David Shoebridge, aveva indicato come linea invalicabile l’attribuzione al ministro del potere discrezionale di definire ulteriori categorie di contenuti dannosi.

Ieri, il Partito laburista ha confermato che quella facoltà è stata eliminata dal testo e che eventuali ampliamenti dell’elenco potranno essere decisi soltanto dal Parlamento.

Il governo spera ancora di ottenere il sostegno della Coalizione, mentre l’opposizione dei Verdi appare meno probabile dopo la rimozione del principale punto contestato. Il partito non ha comunque garantito il proprio voto prima di aver esaminato la versione finale del testo.

Nella stessa settimana l’esecutivo presenterà anche la legislazione per introdurre una tassazione minima del 30 per cento sui discretionary trust, misura annunciata nella manovra economica di maggio.

Il ministro Tony Burke ha sostenuto che il numero di trust con vantaggi fiscali è raddoppiato negli ultimi vent’anni, raggiungendo quota 800mila, e che il sistema deve evitare disparità rispetto ai contribuenti ordinari.

La proposta incontra però la contrarietà dell’opposizione e di parte del mondo delle piccole imprese, già in conflitto con Canberra su altre modifiche fiscali e sui ricarichi dei pagamenti con carta.

Il portavoce economico della Coalizione Tim Wilson ha chiesto al ministro del Tesoro Jim Chalmers di abbandonare la riforma, sostenendo che alcune imprese a conduzione familiare abbiano già fronteggiato spese elevate per consulenze legali, finanziarie e valutazioni in vista di possibili ristrutturazioni.

Il Dipartimento del Tesoro ha risposto che il governo sta consultando il settore e che la normativa comprenderà strumenti per limitare o eliminare i costi di riorganizzazione.

Intanto il primo ministro Anthony Albanese accoglierà a Canberra il re di Giordania Abdullah II, in visita in Australia in una fase di forte instabilità in Medio Oriente.